Nella
Sardegna centro occidentale, in provincia di Oristano, sul massiccio
vulcanico del Montiferru, in una depressione
ritenuta l'antico cratere, a 503 m. s.l.m., si trova Santu
Lussurgiu uno dei paesi più caratteristici
dell'entroterra sardo.
AMBIENTE NATURALISTICO
Il patrimonio naturalistico del Montiferru e di Santu
Lussurgiu in particolare, con circa 10.000 ettari di ambienti
suggestivi pressoché incontaminati, è ricco
di flora e di fauna di straordinario interesse e di alto
valore scientifico sia per gli studiosi sia per gli appassionati
della natura per la presenza di endemismi.
Le sue montagne, tra le quali svetta Monte Urtigu (1050 m.
s.l.m.), sono ricoperte di boschi secolari ricchi di sorgenti,
ruscelli e cascate d'acqua purissima.
L'aria che quassù si respira è impregnata del
profumo del mare che sale oltre le cime, mescolato alle
essenze del mirto, del lentisco, della lavanda e del timo.
Sul massiccio vive il cervo sardo e il muflone, tra i
dirupi, verso la costa nord di Bosa, nidifica ancora il
più grande
dei rapaci d'Italia, il grifone, mentre a valle, gli stagni
della penisola del Sinis accolgono da tempi remoti i fenicotteri
rosa e una grande varietà dell'avifauna
europea.
AMBIENTE ARCHEOLOGICO E STORICO
Nel territorio intorno a Santu Lussurgiu c'è forse
la più alta concentrazione della Sardegna di tutte
quelle testimonianze che ci parlano della sua storia e preistoria.
Nel raggio di qualche chilometro si possono infatti ammirare
le arcaiche tombe dei protosardi (le domus dejanas, le
piccole grotte scavate nella roccia, e i dolmen, formati
da lastre di pietra basaltica poggiate su altre pietre
sistemate a coltello), si possono visitare i magici luoghi
del loro culto collettivo, dove venivano eretti i monumenti
della loro devozione alle forze naturali, come la dea Madre
e il Dio Toro (i menhir. le tombe dei giganti e
i pozzi sacri): ci si può imbattere nel tophet, l'altare
sul quale veniva consumato il sacrificio del primogenito,
secondo il cruento rito che la
religione cartaginese riusci a introdurre in Sardegna: si può cavalcare
la storia e camminare
tra i resti di Tharros, una delle più grandi citta
fenicio-puniche della Sardegna e tra quelli dell'antica città di Cornus, per
poi studiare l'architettura religiosa di chiese paleocristiane,
romanico-pisane, come quella di San Leonardo di Siete Fuentes, rinascimentali e si può percorrere ogni itinerario mentre
sull'alto di ogni altura lo sguardo scorge sempre il più tipico simbolo della civiltà sarda, il nuraghe, di cui,
in questa zona, esistono numerosissimi esempi.
Anche il centro storico di Santu Lussurgiuè modellato dal basalto, la
roccia vulcanica che ha creato morfologie primordiali nel territorio, e ha modellato case, slarghi e vie del paese
che conservano ancora il caratteristico acciottolato.
LA CULTURA
Santu Lussurgiu è stato per tradizione un luogo ideale
di studio e di meditazione. Oltre alle Scuole dell'obbligo,
possedeva già dal secolo scorso e fino a qualche anno
fa le scuole superiori "Carta-Meloni" dove si è formata gran
parte della classe dirigente sarda; la Biblioteca comunale
Grazia Deledda, il Centro di Cultura Popolare UNLA, il Museo
della tecnologia contadina.
L'ARTIGIANATO, I SAPORI ANTICHI, IL FOLCLORE
Santu Lussurgiu è riuscito a mantenere ancora intatta un'autentica tradizione
artigianale, enogastronomica e folclorica fondata sulle attività agropastorali.
L'allevamento del cavallo che si distingue anche a livello
nazionale, nella selezione per i concorsi della pregevole
razza denominata anglo-arabo-sarda, ha fondato una delle
più pregevoli produzioni di finimenti (Selleria
Spanu), morsi e selle abilmente realizzati a mano
dagli artigiani del luogo.
Di altissimo livello è ancora
la realizzazione dei coltelli (Coltelleria
F/lli Mura - Coltelleria F/lli Salaris) dalla lama
damascata e dall'impugnatura di corno di muflone o montone
finemente lavorati, i lavori in legno scolpito (la famosa
cassapanca) e in ferro battuto.
Calzature da equitazione
e da lavoro ed ancora la mascalcia con un artigiano tra
i più qualificati
sia in Sardegna che nella penisola.
L'enogastronomia di Santu Lussurgiu si
basa sui prodotti derivati dall'allevamento ovino, bovino
e suino svolti nella zona, dall'attività venatoria
- all'oggi riservata esclusivamente alla caccia del cinghiale
- e dal mare particolarmente pescoso della costa occidentale
del Montiferru.
La cucina contesa tra mare e terra, vanta
pietanze semplici e genuine in una serie di piatti e di
prodotti gustosissimi : Sos cululzones, i grandi
ravioli con ripieno di formaggio e prezzemolo, sos
pitzottos, i famosi gnocchetti sardi, s'abba
casu, il prodotto derivato dalla lavorazione del formaggio
vaccino, con la quale si fanno zuppe stupende, su procheddu e s'anzone. il
maialino da latte al mirto e l'agnello arrostiti, e ancora su
sirboni, il cinghiale molto presente nel Montiferru,
cucinato in vari modi. E ancora squisiti contorni di funghi
porcini e antunnu eru (plerotus aeringi e ferulae)
molto diffusi nelle campagne circostanti; e ancora: le
carni e i formaggi di Bue Rosso (bovini di razza sardo-modicana)
che grazie ai pascoli straordinari e al Consorzio di tutela
di questa razza, porta oltre confine le rinomate carni
e il celeberrimo Casizolu di Santu Lussurgiu (la famosa
provola sarda), formaggi freschi e stagionati di latte
ovino e vaccino, prosciutti e salsicce lussurgesi e una
ampia varietà di miele.
Dal mare, muggini e anguille arrosto, spigole alla vernaccia
, la prelibata bottarga come antipasto o condimento per la
pasta. Per finire poi con un'infinità di dolci con
crema di mandorle, con miele amaro di corbezzolo, con fragrante
ricotta di pecora, con formaggio fuso (le famose seadas).
La tradizione enologica si esprime soprattutto col distillato fìlu
'e ferru, l'apprezzatissima acquavite conosciuta in
tutta la Sardegna, ma è sempre possibile degustare
un buon vino stagionato nelle cantine scavate nella roccia,
in occasione delle numerose feste o sorseggiare vernaccia
e malvasia dei vitigni lungo i fiumi Tirso e Temo.
Durante
tutto il corso dell'anno, Santu Lussurgiu e la sua zona hanno
sempre mantenuto vive feste e tradizioni popolari: in febbraio,
il Carnevale, con la spettacolare corsa a pariglia detta Sa
correla 'e natiti, che
si corre a Carnevale mentre a Oristano si dà vita
alla rappresentazione della Sartiglia; prima della
Pasqua, la Settimana
Santa, che propone il rito della sacra rappresentazione
della crocifissione e deposizione di Cristo, scandito dai
canti di Su Cuncordu 'e su Rosariu, ormai noti in
Europa e nel mondo; a luglio Ì'Ardia de su coro
'e Gesusu, la scorta d'onore a cavallo per la devozione
al Sacro Cuore; ad agosto l'Ardia de Santu Lussurzu, anche
qui con la scorta d'onore a cavallo in onore del patrono
del paese, San Lussorio; ed ancora appuntamenti importanti
nell'ambito della tradizione equestre come la Fiera regionale
del Cavallo, che si svolge la prima domenica di giugno,
preceduta dalla processione di fedeli che a piedi da Santu
Lussurgiu raggiunge l'amena località turistica di
San Leonardo di Siete Fuentes (7 km.) al seguito del simulacro
del santo omonimo, trasportato da un carro trainato da buoi
e scortato da un nutrito drappello di cavalieri. A settembre
il tradizionale Percorso Ìppico di
Campagna che richiama numerosissimi esperti di questa
specialità.
ESCURSIONI NEL TERRITORIO
Da oltre un ventennio il Centro
Trekking Sardegna di Santu Lussurgiu, in collaborazione
con operatori presenti nel territorio, offre
assistenza logistica durante le escursioni e cura con scrupolo
e competanza la progettazione di itinerari differenziati
nel territorio del Montiferru e più in generale della Sardegna
che, se consentono di andare incontro ad esigenze diverse degli
escursionisti, sono tutte giocate a conseguire gli obiettivi
delo la vacanza genuina, del relax del corpo e della mente,
per la soddisfazione (reciproca) di conoscere sempre qualcosa
in più e...di lasciare agli ospiti un ricordo perenne
di questo straordinario angolo di Sardegna!
ITINERARI ANTICHI E SUGGESTIVI
«...Ti duole di ritornare lassù a Santu
Lussurgiu, al tuo vulcano nericcio, dove ti trovai ?
Sei nato dentro un cratère spento, che si ridesterà.
Che fiera culla. Rudu ! Non ti sta nel cuore?
Fra il Logudoro e l'Arborea, tra i sepolcreti giganteschi
delle più antiche stirpi, tutta chiusa in uria chiostra
di basalto e aperta
soltanto a ostro-libeccio, al soffio dell'Africa...
Ti ricordi quando ascoltavamo il vento d'agosto che
portava gli stormi rossi alto stagno di Cabrasi Io ti dissi
: "Vieni con me,
homine de abbastu." Tralasciammo d'esplorare la
miniera esausta sul Monteferru per seguire la vocazione d'oltremare.
Ora va,
tornatene lassù; e ogni primavera, quando la tua tanca s'empie d'asfodeli,
accendimi un fuoco di lentisco sopra un nuraghe per
memoria e non mi dimenticare nei tuoi canti ».
(Gabriele d'Annunzio)
« ...Da questo sito [M. Entu] si scuopre una gran parte
della costa occidentale dell'isola, dopo i promontori della Frasca, e di S.Marco.
insino al Capo Caccia presso Alghero. Vale la pena di procurarsi questa vista,
con un'ascensione, a dir il vero, un pco penosa, ma sempre ombreggiata,
e che dura poco più d' un 'ora...».
(Alberto Ferrero Della Mormora)
«... Questo e il polmone verde della provincia di Oristano dove le
specie faunistiche in via d'estinzione (cervi, mufloni, grifoni) trovano l'habitat
ideale per vivere e riprodursi e dove vengono allevati i migliori cavalli anglo-arabo-sardi
che vincono i concorsi ippici e perpetuano il binomio che tega da sempre
Santu Lussurgiu al cavallo [...J. Ed e proprio in questo scenario e in questo
contesto che nasce e si sviluppa l'itinerario che proponiamo. Seguiteci
! ».
Oltre il vulcano verso il mare ( «La Rivista del Trekking» n
61. nov. 1992).
L'offerta di questi servizi sarà comunque sempre garantita qualunque
sia il tipo di soggiorno scelto.
Noi siamo sin d'ora a tua disposizione! Scrivici!!!
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Santu Lussurgiu dal parapendio

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