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Simbolo BdV  SCAMBIO SCOLASTICO E GEMELLAGGIO SCUOLA MEDIA SANTU LUSSURGIU (OR) E MONTALTO DELLE MARCHE (AP)
ITINERARIO DEL GIORNO 19 APRILE 1989 VISITA ALLA CITTA' DI ASCOLI PICENO Area soggetta a restrizioni

I marchigiani, come dice una nostra insegnante, non danno tregua. Impietosamente sveglia alle sette, colazione e partenza per Ascoli Piceno dove le mini-guide (nostri coetanei di una Scuola media di Ascoli) ci hanno fatto visitare la citta preromana, romana, medievale e rinascimentale, fornendoci, con moltissima competenza, tutte le notizie sul patrimonio artistico e monumentale della città.

COSI' SI PRESENTA ASCOLI PICENO
ASCOLI PICENO esiste da oltre duemila anni. Il suo nome, dicono, derivi da un'arcaica radice orientale. ASCOLI PICENO, è lecito supporre, sia sorta nel pieno fiorire della civiltà picena, sei secoli avanti Cristo, con naturale fusione dei costumi delle genti italiche e di quelle sbarcate sulla costa, provenienti da lidi orientali.

ASCOLI PICENO, secondo altri, sarebbe di origine romana. Entra comunque nella storia nel III secolo avanti Cristo quando
venne conquistata dai romani. ASCOLI PICENO fu sempre città ribelle. Si ribellò al dominio di Roma, si ribellò e venne distrutta dai Goti e dai Longobardi. Non subì a lungo nemmeno la dominazione dei Conti Imperiali con Carlo Magno.

ASCOLI PICENO fu libero comune nel 1183. Nuovamente distrutta e saccheggiata da Federico II nel 1242, per la terza volta fu riedificata e nel 1266 rientrava sotto il governo della Santa Sede.
Nei secoli XIV e XV, nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini, riuscì sempre, ed in maniera altera, a sottrarsi alle signorie dei Dalmonte (1318), dei Malatesta (1351), dei Tibaldeschi (1360), del Duca d'Atri (1404), dei Carrara (1414), e di Francesco Sforza (1433). Ribellatesi ancora invano al potere di Roma nella seconda metà del XVI secolo, dovette rinunciare ad ogni sua autonomia. Entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1860.

ASCOLI PICENO, città ribelle, vanta purtuttavia una tra le popolazioni più miti e cordiali. Gente famosa per l'ospitalità franchezza e gaiezza, in un misto di connaturata modestia e buon senso.

ASCOLI PICENO vanta un suo complesso di arte e storia che va dalle testimonianze romane, medievali e rinascimentali fino ai giorni nostri in una rara ed interessantissima fusione.

ASCOLI PICENO non intende vantare il lustro di grande città odi grandi monumentalità, di architetture purissime e da testo. No, ma la sua arte, detta minore, specie del periodo 1000 - 1100, non trova esempi che in pochissime altre città d'Italia. Le sue vie tortuose, i suoi palazzetti medievali ricchi di eleganti bifore di monofore, di elementi decorativi leggiadri e delicatissimi, le sue chiese di ogni periodo e fattura, dal romanico al gotico la sua Piazza cinquecentesca, vero salotto del tempo, tutto questo è attrattiva che subito conquista ed interessa fino ad appassionarlo l'attento visitstore.

ASCOLI PICENO è detta la città del travertino. Di quella pietra dalla composizione incerta, piena di rabeschi e di misteriose ombre, calda e vellutata dal colore del tempo.

ASCOLI PICENO posta in una scenica conca tra un anfiteatro di monti e colline e una città che si vede anche in un giorno, ma che poi non si potrà più dimenticare.

La visita alla città di Ascoli Picenoè durata a lungo, i nostri piccoli accompagnatori ci danno appuntamento per il mese di agosto per assistere alla magnifica "Quintana", il grande torneo cavalleresco conosciuto in tutto il mondo che ogni anno richiama ad Ascoli Piceno, migliala di turisti.
Promettiamo di tornare, magari l'anno prossimo e poi via, a Montalto per il pranzo e per preparare la partenza per la
Sardegna.
ENTE QUINTANA
agosto
ASCOLI PICENO
vi attende per il
TORNEO CAVALLERESCO
DELLA QUINTANA
La rievocazione storica più suggestiva del mondo con oltre
1.200 PERSONAGGI
Dame, Cavalieri, Musici, Sbandieratori
in fedeli costumi quattrocenteschi
guidati dalle Magistrature comunali.
UNO SPETTACOLO
DI INCOMPARABILE BELLEZZA
NELLA SPLENDIDA CORNICE
DI ASCOLI MEDIOEVALE.

Dopo aver pranzato al Ristorante "Verde Quiete", abbiamo preparato in fretta i nostri bagagli e ci siamo ritrovati in Piazza Sisto V, unitamente ai nostri coetanei di Montalto pronti per partire con noi in Sardegna.
La piazza era gremita di genitori, autorità, semplici cittadini , tanti giovani e grande era la commozione che si leggeva nei volti di ciascuno. Saluti, abbracci e lacrime.... e via alla volta di Civitavecchia per non perdere la nave traghetto!

Addio Montato, anzi arrivederci!

 

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