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1^TAPPA: MONTALTO -
RIPATRANSONE
La prima sosta effettuata è quella presso le
Scuole medie ed elementari di Montalto delle Marche.
Ci sono stati presentati i nostri coetanei e abbiamo
visitato la scuola. Poi, alcuni alunni delle prime classi
elementari ci hanno posto delle domande sulla nostra
regione, hanno recitato per noi dei versi che avevano
preparato e ci hanno mostrato un'interessantissima raccolta
di conchiglie, chiedendo il nostro aiuto per arricchirla.
Il pullman che ci attendeva ci ha portato a Ripatransone
dove abbiamo visitato la Cattedrale e il Vice Preside
di Montalto ce ne ha riassunto la storia. Successivamente
abbiamo visitato il Museo Civico Archeologico, dove
abbiamo potuto ammirare reperti dell'arte e della civiltà
Picene. Dopo il Museo abbiamo visitato la gipsoteca
"UNO GERA" dove sono raccolte sculture, dipinti
e pregiatissimi oggetti d'arte.
Ripatransone è situata a 494 m. d'altitudine.
Dopo Ascoli e Fermo, Ripatransone è una delle
cittadine più antiche ed importanti della provincia.
I numerosi reperti archeologici conservati nel locale
Museo ci parlano di insediamenti nella zona fin dalla
preistoria.
Nel sec. IX Transone riunì i castelli del territorio
(Monte Antico, Capodimonte, Rollano e Agello) che aveva
avuto in feudo dal vescovo di Fermo, dando origine al
primo nucleo urbano che si sviluppò poi rapidamente
fino a costituirsi nel 1205 in libero Comune (il primo
Libero Comune Rurale d'Italia).
Come tutti i paesi della zona fu alternativamente guelfa
o ghibellina. Saccheggiata nel 1415 dai soldati del
Malatesta fu occupata nel 1442 da Francesco Sforza da
cui si liberò nel 1445; nel 1571 aveva raggiunto
un tale livello di sviluppo e di influenza che fu elevata
al grado di città e diocesi dal Papa Pio V.
Monumenti ed opere
d'arte
"Palazzo del Podestà" compiuto nel
1304 in forme di transizione romanico-gotiche, ha al
piano terreno un alto portico a 7 archi, di cui quello
centrale ad ogiva, ed al primo piano sei bifore ed una
manofora triloba in corrispondenza dell'arco ogivale.
"Palazzo Municipale" ricostruito nel sec.
XVII e recentemente restaurato, al cui interno troviamo
l'Archivio comunale che conserva pergamene dal 1216
e gli statuti comunali, l'Archivio Notarile con documenti
dal 1420,
il Museo Archeologico, uno dei più famosi delle
Marche con reperti preistorici, piceni, romani e paleocristiani,
ceramiche etrusche, italiote ed apule, urne ed epigrafi,
la Biblioteca con 10.000 volumi di cui oltre 1.000 di
storia locale, tre incunaboli, 57 manoscritti."Palazzo
Bonomi Gera" eretto verso la fine del sec. XVII
oggi sede della Pinacoteca Civica e della Gipsoteca.
Nella Pinacoteca oltre ad opere di numerosi autori dal
XV al XX sec. tra cui Crivelli, Della Robbia, Pagani,
una raccolta di maioliche ed altro materiale artistico,
storico ed etnografico.
"Complesso dei Grifoni" sec. XV. "Casa
di Ascanio Condivi" sec. XVI. "Complesso di
edilizia popolare" sec. XV
con il vicolo più stretto d'Italia (cm. 43).
"Mura Castellane" con Porte e Torrioni."Chiese
di S. Maria della Petrella (1400), della Madonna del
Carmine (sec. XVI), di S. Filippo (1722), di S. Michele
(sec. XVIII), del S. Pastore (sec. XVIII), di S. Chiara
(1571), della S. Croce (1816)".
Manifestazioni
La suggestiva "Processione del Cristo Morto"
(venerdì santo);
il "Cavallo di Fuoco", spettacolo che risale
al 1700 (domenica in albis);
la "Sagra del prosciutto nostrano e del vino rosso
piceno" (ferragosto);
il "Presepe in piazza" con figure a grandezza
naturale di P. Angellotti (Natale).
2^
TAPPA: CARASSAI
A Carassai ha sede una delle sezioni staccate della
Scuola Media di Montalto e gli alunni erano lì,
ad attenderci, anche se rispetto alla nostra tabella
di marcia, avevamo già accumulato un ritardo
di circa un'ora. Insieme ai nostri coetanei abbiamo
pranzato in ristorante e dopo il pasto abbiamo cantato
a lungo i canti tradizionali della Sardegna e il Prof.
Luigi TARAS ha dato dimostrazione della sua bella voce
baritonale.
Più tardi, ci siamo recati a Rocca Monte Varmine,
che dista pochi chilometri da Carassai, e abbiamo visitato
il castello,dopo che un anziano parroco ce ne aveva
spiegato le origini. Dalla torre merlata, a 360 gradi,
l'orizzonte delle colline e delle vallate marchigiane,
e un'emozione intensa che stringeva il cuore!
In documenti medioevali è riportato con vari
nomi: Carassale - Castrum Medi - Carnasciale - Carassai.
A testimonianza di Giovanni Polini (Storia di Carassai),
abbondanti reperti archeologici e fondi di capanne preistoriche,
sparsi in diverse parti del territorio, attestano l'insediamento
umano fin dal periodo neolitico.
Si hanno fosse crematorie e monili di bronzo di epoca
picena e qualche monumento sepolcrale del periodo romano.
Nel periodo feudale il suo territorio fu posseduto da
vari signori.
Dal diploma di Enrico del 1084 risulta che i monaci
Farfensi possedevano "Asinanum", una curte
corrispondente alla attuale ricca contrada Crocifisso,
nome dato da una chiesetta campestre, in sostituzione
del più antico nome di "Signano" del
vecchio catasto.
Su una collina più a oriente c'era il castello
dei signori Partino, distrutto dai Permani nel secolo
XIV. Tutto il territorio a occidente del paese attuale
era feudo della famiglia di Massa Permana, che aveva
il suo castello sulla parte aita del paese detta oggi
"Castello Vecchio": il Castello col suo territorio
si chiamava " CAMPORO ".
Tra l'attuale Giardino e il Camposanto era situata la
Pieve di S. Eusebio, nel villaggio detto "Carassale";
vi abitava gente libera da obblighi servili, la quale
si reggeva con un certo autogoverno, alle dipendenze
del Vescovo.
IL CASTELLO NUOVO
Tra il 1230 e il 1240 più volte Gregario IX ordinò
ai castelli, marchigiani di fortificarsi, soprattutto
per il pericolo di incursioni turche.
Per gli abitanti della Pieve di S. Eusebio fu conveniente
abbandonare la loro residenza, avvicinarsi al castello
di Camporo e, in collaborazione col signore del Castello,
fabbricare le nuove case e cingerle di mura; così
sorse il Castello Nuovo che è la parte pianeggiante
del paese, che si chiamò come la Pieve: Carassale,
con tutte le prerogative di libertà della Pieve,
ma ridimenzionate, per obblighi acquisiti relativamente
alle concessioni accordate dal signore di Camporo. Difatti
nella divisione dei beni appartenuti un tempo a Guglielmo
da Massa, avvenuta nel 1314, andarono a Lino da Massa
i diritti feudali su Camporo e Carassai.
IL COMUNE
Nel 1321 il Comune di Fermo convocò i "boni
homines" rappresentanti di Carassai e Lino signore
di Camporo; stabilì dei patti con questo, e instituì
il Libero Comune, del quale dovevano far parte tutti
gli abitanti di Carassale e di Camporo, e il Comune
si chiamò "CASTEL DI MEZZO" (Castrum
Medii).
Con questa operazione Carassai diventò Comune
alle dipendenze del Comune di Fermo e i suoi abitanti
"cittadini
fermani", per il concetto che tutti gli abitanti
dello Stato di Fermo erano considerati cittadini fermani,
Carassai seguì le sorti ora prospere, ora avverse
della sua capitale.
Di particolare è da ricordare la SIGNORIA di
BOFFO DA MASSA (Tibaldeschi) che incominciò nel
1381 e finì, con la uccisione di questo tiranno,
il 4 Settembre 1387.
3^
TAPPA: OFFIDA
Da Carassai ad Offida, interessantissimo paese medioevale,
con il centro storico ancora racchiuso da mura merlate
a coda di rondine. Breve sosta per alcuni acquisti e
veloci per la visita alle Cantine Rozzi (il presidente
dell'Ascoli calcio). E subito dopo visita agli stabilimenti
I.P.S.A. (Industria Prodotti Speciali per l'Alimentazione)
dei F/lli Emidi che ci hanno offerto anche una "dolce"
merenda !
4^
TAPPA: PATRIGNONE
Più tardi a Patrignone (una piccola frazione
del Comune di Montalto). La popolazione ci ha accolti
con il suono del "campanone", la campana maggiore
della chiesa (20 tonnellate), e con la sfilata della
Quintana in costumi medioevali. E' inutile dirlo, eravamo
senza fiato!
Anche a Patrignone un veloce rinfresco e partenza per
il Ristorante "La Verde Quiete", dove abbiamo
cenato e concluso la serata nella fantasmagorica discoteca
"HAPPY DAYS".
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Un'alunna della Scuola elementare di Montalto recita i
versi preparati per gli ospiti sardi
Ripatransone panorama
Reperti archeologici del Museo Civico di Ripatransone
Ripatransone Casa natale di Ascanio Condivi, discepolo
e primo biografo di Michelangelo (sec. XVI)
Carassai (AP) Un disegno di Rocca Monte Varmine


Su su lungo la ripida scalinata per un panorama a 360°

Tra I merli a nido di rondine di Rocca Monte Varmine
Visita all'I.P.S.A. (Industria Prodotti Speciali per l'Alimentazione)
e alle dolcezze dei F/lli Emidi di Montalto delle Marche |