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Simbolo BdV  SCAMBIO SCOLASTICO E GEMELLAGGIO SCUOLA MEDIA SANTU LUSSURGIU (OR) E MONTALTO DELLE MARCHE (AP)
ITINERARI NELLA REGIONE MARCHE Area soggetta a restrizioni

ITINERARIO DEL GIORNO 17 APRILE 1989
Ripatransone (AP) - Carassai (AP) - Offida (AP) - Patrignone

1^TAPPA: MONTALTO - RIPATRANSONE

La prima sosta effettuata è quella presso le Scuole medie ed elementari di Montalto delle Marche. Ci sono stati presentati i nostri coetanei e abbiamo visitato la scuola. Poi, alcuni alunni delle prime classi elementari ci hanno posto delle domande sulla nostra regione, hanno recitato per noi dei versi che avevano preparato e ci hanno mostrato un'interessantissima raccolta di conchiglie, chiedendo il nostro aiuto per arricchirla.

Il pullman che ci attendeva ci ha portato a Ripatransone dove abbiamo visitato la Cattedrale e il Vice Preside di Montalto ce ne ha riassunto la storia. Successivamente abbiamo visitato il Museo Civico Archeologico, dove abbiamo potuto ammirare reperti dell'arte e della civiltà Picene. Dopo il Museo abbiamo visitato la gipsoteca "UNO GERA" dove sono raccolte sculture, dipinti e pregiatissimi oggetti d'arte.

Ripatransone è situata a 494 m. d'altitudine.
Dopo Ascoli e Fermo, Ripatransone è una delle cittadine più antiche ed importanti della provincia.
I numerosi reperti archeologici conservati nel locale Museo ci parlano di insediamenti nella zona fin dalla preistoria.
Nel sec. IX Transone riunì i castelli del territorio (Monte Antico, Capodimonte, Rollano e Agello) che aveva avuto in feudo dal vescovo di Fermo, dando origine al primo nucleo urbano che si sviluppò poi rapidamente fino a costituirsi nel 1205 in libero Comune (il primo Libero Comune Rurale d'Italia).
Come tutti i paesi della zona fu alternativamente guelfa o ghibellina. Saccheggiata nel 1415 dai soldati del Malatesta fu occupata nel 1442 da Francesco Sforza da cui si liberò nel 1445; nel 1571 aveva raggiunto un tale livello di sviluppo e di influenza che fu elevata al grado di città e diocesi dal Papa Pio V.

Monumenti ed opere d'arte

"Palazzo del Podestà" compiuto nel 1304 in forme di transizione romanico-gotiche, ha al piano terreno un alto portico a 7 archi, di cui quello centrale ad ogiva, ed al primo piano sei bifore ed una manofora triloba in corrispondenza dell'arco ogivale.
"Palazzo Municipale" ricostruito nel sec. XVII e recentemente restaurato, al cui interno troviamo l'Archivio comunale che conserva pergamene dal 1216 e gli statuti comunali, l'Archivio Notarile con documenti dal 1420,
il Museo Archeologico, uno dei più famosi delle Marche con reperti preistorici, piceni, romani e paleocristiani, ceramiche etrusche, italiote ed apule, urne ed epigrafi, la Biblioteca con 10.000 volumi di cui oltre 1.000 di storia locale, tre incunaboli, 57 manoscritti."Palazzo Bonomi Gera" eretto verso la fine del sec. XVII oggi sede della Pinacoteca Civica e della Gipsoteca.
Nella Pinacoteca oltre ad opere di numerosi autori dal XV al XX sec. tra cui Crivelli, Della Robbia, Pagani, una raccolta di maioliche ed altro materiale artistico, storico ed etnografico.
"Complesso dei Grifoni" sec. XV. "Casa di Ascanio Condivi" sec. XVI. "Complesso di edilizia popolare" sec. XV
con il vicolo più stretto d'Italia (cm. 43). "Mura Castellane" con Porte e Torrioni."Chiese di S. Maria della Petrella (1400), della Madonna del Carmine (sec. XVI), di S. Filippo (1722), di S. Michele (sec. XVIII), del S. Pastore (sec. XVIII), di S. Chiara (1571), della S. Croce (1816)".

Manifestazioni

La suggestiva "Processione del Cristo Morto" (venerdì santo);
il "Cavallo di Fuoco", spettacolo che risale al 1700 (domenica in albis);
la "Sagra del prosciutto nostrano e del vino rosso piceno" (ferragosto);
il "Presepe in piazza" con figure a grandezza naturale di P. Angellotti (Natale).

2^ TAPPA: CARASSAI

A Carassai ha sede una delle sezioni staccate della Scuola Media di Montalto e gli alunni erano lì, ad attenderci, anche se rispetto alla nostra tabella di marcia, avevamo già accumulato un ritardo di circa un'ora. Insieme ai nostri coetanei abbiamo pranzato in ristorante e dopo il pasto abbiamo cantato a lungo i canti tradizionali della Sardegna e il Prof. Luigi TARAS ha dato dimostrazione della sua bella voce baritonale.

Più tardi, ci siamo recati a Rocca Monte Varmine, che dista pochi chilometri da Carassai, e abbiamo visitato il castello,dopo che un anziano parroco ce ne aveva spiegato le origini. Dalla torre merlata, a 360 gradi, l'orizzonte delle colline e delle vallate marchigiane, e un'emozione intensa che stringeva il cuore!

In documenti medioevali è riportato con vari nomi: Carassale - Castrum Medi - Carnasciale - Carassai. A testimonianza di Giovanni Polini (Storia di Carassai), abbondanti reperti archeologici e fondi di capanne preistoriche, sparsi in diverse parti del territorio, attestano l'insediamento umano fin dal periodo neolitico.

Si hanno fosse crematorie e monili di bronzo di epoca picena e qualche monumento sepolcrale del periodo romano.

Nel periodo feudale il suo territorio fu posseduto da vari signori.
Dal diploma di Enrico del 1084 risulta che i monaci Farfensi possedevano "Asinanum", una curte corrispondente alla attuale ricca contrada Crocifisso, nome dato da una chiesetta campestre, in sostituzione del più antico nome di "Signano" del vecchio catasto.

Su una collina più a oriente c'era il castello dei signori Partino, distrutto dai Permani nel secolo XIV. Tutto il territorio a occidente del paese attuale era feudo della famiglia di Massa Permana, che aveva il suo castello sulla parte aita del paese detta oggi "Castello Vecchio": il Castello col suo territorio si chiamava " CAMPORO ".
Tra l'attuale Giardino e il Camposanto era situata la Pieve di S. Eusebio, nel villaggio detto "Carassale"; vi abitava gente libera da obblighi servili, la quale si reggeva con un certo autogoverno, alle dipendenze del Vescovo.

IL CASTELLO NUOVO

Tra il 1230 e il 1240 più volte Gregario IX ordinò ai castelli, marchigiani di fortificarsi, soprattutto per il pericolo di incursioni turche.
Per gli abitanti della Pieve di S. Eusebio fu conveniente abbandonare la loro residenza, avvicinarsi al castello di Camporo e, in collaborazione col signore del Castello, fabbricare le nuove case e cingerle di mura; così sorse il Castello Nuovo che è la parte pianeggiante del paese, che si chiamò come la Pieve: Carassale, con tutte le prerogative di libertà della Pieve, ma ridimenzionate, per obblighi acquisiti relativamente alle concessioni accordate dal signore di Camporo. Difatti nella divisione dei beni appartenuti un tempo a Guglielmo da Massa, avvenuta nel 1314, andarono a Lino da Massa i diritti feudali su Camporo e Carassai.

IL COMUNE

Nel 1321 il Comune di Fermo convocò i "boni homines" rappresentanti di Carassai e Lino signore di Camporo; stabilì dei patti con questo, e instituì il Libero Comune, del quale dovevano far parte tutti gli abitanti di Carassale e di Camporo, e il Comune si chiamò "CASTEL DI MEZZO" (Castrum Medii).
Con questa operazione Carassai diventò Comune alle dipendenze del Comune di Fermo e i suoi abitanti "cittadini
fermani", per il concetto che tutti gli abitanti dello Stato di Fermo erano considerati cittadini fermani, Carassai seguì le sorti ora prospere, ora avverse della sua capitale.
Di particolare è da ricordare la SIGNORIA di BOFFO DA MASSA (Tibaldeschi) che incominciò nel 1381 e finì, con la uccisione di questo tiranno, il 4 Settembre 1387.


3^ TAPPA: OFFIDA

Da Carassai ad Offida, interessantissimo paese medioevale, con il centro storico ancora racchiuso da mura merlate a coda di rondine. Breve sosta per alcuni acquisti e veloci per la visita alle Cantine Rozzi (il presidente
dell'Ascoli calcio). E subito dopo visita agli stabilimenti I.P.S.A. (Industria Prodotti Speciali per l'Alimentazione) dei F/lli Emidi che ci hanno offerto anche una "dolce" merenda !

4^ TAPPA: PATRIGNONE

Più tardi a Patrignone (una piccola frazione del Comune di Montalto). La popolazione ci ha accolti con il suono del "campanone", la campana maggiore della chiesa (20 tonnellate), e con la sfilata della Quintana in costumi medioevali. E' inutile dirlo, eravamo senza fiato!
Anche a Patrignone un veloce rinfresco e partenza per il Ristorante "La Verde Quiete", dove abbiamo cenato e concluso la serata nella fantasmagorica discoteca "HAPPY DAYS".

Un'alunna della Scuola elementare di Montalto recita i versi preparati per gli ospiti sardi

Un'alunna della Scuola elementare di Montalto recita i versi preparati per gli ospiti sardi


Ripatransone panorama
Ripatransone panorama


Reperti archeologici del Museo Civico di Ripatransone

Reperti archeologici del Museo Civico di Ripatransone


Ripatransone Casa natale di Ascanio Condivi, discepolo e primo biografo di Michelangelo (sec. XVI)

Ripatransone Casa natale di Ascanio Condivi, discepolo e primo biografo di Michelangelo (sec. XVI)


Carassai (AP) Un disegno di Rocca Monte Varmine

Carassai (AP) Un disegno di Rocca Monte Varmine






Su su lungo la ripida scalinata per un panorama a 360°

Su su lungo la ripida scalinata per un panorama a 360°



Tra I merli a nido di rondine di Rocca Monte Varmine

Tra I merli a nido di rondine di Rocca Monte Varmine


Visita all'I.P.S.A. (Industria Prodotti Speciali per l'Alimentazione) e alle dolcezze dei F/lli Emidi di Montalto delle Marche

Visita all'I.P.S.A. (Industria Prodotti Speciali per l'Alimentazione) e alle dolcezze dei F/lli Emidi di Montalto delle Marche

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