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IL CASTELLO DI MONTIFERRU
(O CASTEDDU ETZU)
Sec. XII
| In: FOISO FOIS, Castelli della
Sardegna Medioevale, Silvana editoriale, Cinisello Balzamo
(MI), 1992, pp. 244 - 247 |
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Tipico castello di frontiera, per le caratteristiche architettoniche
e strutturali e per le indispensabili infrastrutture
che lo fanno indubbiamente coevo di quello dell'Acquafredda
di Siliqua, di Quirra e di Silius, ma precedente — senza
ombra di dubbio - a quello di Lasplassas e di Posada,
anche se in questi si mantiene ancora la stessa tecnica costruttiva
comune nel Medioevo, nei paesi bagnati dal Mediterraneo.
Talvolta la materia prima, la pietra, può trarre
in inganno in quanto non sempre è di facile lavorazione
ed è stata utilizzata, rendendola come era possibile
più o meno squadrata, a seconda della natura e durezza.
Comunque anche in questa costruzione, oltre agli scheggioni
basaltici, è stato usato il calcare di Cuglieri, per
le pietre angolari della torre, lavorate secondo la
tradizione toscana, ma per la strutturazione delle volte
delle cisterne e di alcune segrete è stato utilizzato
il mattone.
Vi è presente anche la struttura a soletta formata
da pietrame minuto misto di calcare e basalto legato dalla
calce, per la gettata di pavimentazione sopra le volte.
Le cisterne sono tutte intonacate con uno strato di
malta e calcare finissimo. Tutta la muratura, specie
quella di cinta, è legata con malta povera in maniera
da assorbire i colpi. La posizione dell insieme fortificato
non è di facile accesso, sulla strada che va a Macomer,
ed è comprensibile, vista l'orografia della regione,
perché sia diventato così importante.
Nel Libellus Iudicum Turritanorum1 si
narra che la costruzione di questo castello fu dovuta a Ittocorre
de Gunale, fratello del giudice turritano Barisone II, nel
1169. Documenti che narrino le vicende di questo castello
non ce ne sono molti, ma la documentazione,
seppure frammentaria, lascia tuttavia intuire l'importanza
strategica, politica e militare della fortificazione. La
prima menzione risale al 1195. Compare nell' accordo stipulato
fra il giudice Costantino II di Torres e il comune di Pisa,
in previsione del trattato di pace che Costantino
avrebbe firmato con il giudice di Cagliari Guglielmo
di Massa. Costantino, in cambio dell'appoggio del comune
pisano, gli cedeva in concessione il castello di Montiferru
e quello di Goceano. Gli accordi prevedevano che il
castellano sarebbe stato un pisano, che lo avrebbe tenuto
fino a che i due giudici non fossero pervenuti ad un
accordo, sugli interessi che entrambi avevano nell' Arborea.
Il castello ricompare nel trattato di pace tra Pisa
e Genova nel 1288. dopo la battaglia della Meloria dell'
84. e lo vede affidato a Genova, insieme a quello del Goceano.
Ma nel 1293 Pisa rientrava in possesso del castello. Passeranno
molti anni poi, prima che il castello sia di nuovo menzionato
nei documenti, all' inizio del XIV secolo.
Ormai il giudicato di Torres non esiste più e il castello,
come tutto il territorio del Montiferru, è passato
sotto le insegne dell'Arborea. Nel 1328 Alfonso III il Benigno
aveva confermato il giudicato di Arborea a Ugone II con le
curatorie, le città, e ville che gli appartenevano,
come già aveva fatto Giacomo II nel 1323 quando Ugone
gli aveva giurato fedeltà. Inoltre gli venivano
concessi territori extragiudicali: Bosa e buona parte della
curatoria di Planargia e il castello e territorio di Montiferru.
Lo troviamo poi ricordato nel testamento di Ugone II,
nel 1336, affidato al castellano Pietro Vacca2.
Ma l'indicazione più interessante è data forse
da un documento datato 12 aprile 13553, nel quale
il re Pietro IV ricorda a Mariano d'Arborea che, per la convenzione
del trattato di pace stipulato con lui, a capo del castello
deve essere un catalano o un aragonese, che abbia giurato
fedeltà al re. In un altro documento, del 5 maggio
di quello stesso anno, il re Pietro IV scrive a Pietro
de Exerica che Mariano IV gli ha fatto sapere che nessun
catalano ha voluto restare in Sardegna e dunque accettare
la nomina di castellano.
Il castello di Montiferru, con quello di Monteacuto e quello
di Burgos del Goceano, furono i capisaldi della resistenza
arborense, nella guerra contro i catalano-aragonesi. Anni
dopo, quando i catalani avranno vinto i sardi, la città di
Cuglieri, col suo territorio e il castello di Montiferru,
passerà in feudo a Guglielmo
di Montagnans, che poi
venderà il suo beneficio, nel 1421 a Raimondo Zatrillas.
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Casteddu Etzu (Ott. 2006) >>
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