Non
so proprio che taglio dare a questo articolo perché affronto
un argomento che mi sta molto a cuore e mi affascina a tutto
tondo: si tratta dei nuraghi, il simbolo stesso della Sardegna.
Più
in generale però, sono le pietre, soprattutto quelle vulcaniche, il
basalto, che esercitano su di me uno strano effetto e attraggono da
sempre la mia attenzione, anche quando a cavallo o in moto risalgo
gli stretti e sconnessi sentieri del Montiferru rischiando moltissime
volte di cadere o di beccarmi lo schiaffo di un ramo o di un rovo in
faccia! Ciò
mi succede perché fisso lo sguardo sui muretti a secco che delimitano
i sentieri, da una parte all'altra come ipnotizzato, per non lasciarmi
sfuggire, tra le tante, la pietra particolare dov'è possibile
rinvenire segnali che l'uomo nuragico o le età geologiche
vi hanno impresso.
Sono stimolato a farlo anche dalle reminiscenze
storiche che durante le mie escursioni in solitaria sempre mi tornano
alla mente: la Legge delle chiudende, infatti, emanata da Vittorio
Emanuele I di Savoia nel 1820 per la privatizzazione delle terre, oltre
alle violente reazioni dei pastori che si vedevano privati dei pascoli
comuni (pabarile), rappresentò un vero e proprio terremoto
per le migliaia di nuraghi di cui era ricca l'isola, molti dei quali
vennero letteralmente smontati per recintare le nuove proprietà «serrare
sas tancas».
A parte l'interesse culturale e "sentimentale" per le pietre e i nuraghi,
ho difficoltà a trattare l'argomento perché
la situazione di abbandono e di degrado in cui versano, mi provoca
grande angoscia, rabbia infinita e profondo disprezzo, per tutti coloro,
politici e funzionari responsabili (sarebbe più giusto chiamarli "irresponsabili")
che avrebbero dovuto e dovrebbero provvedere alla loro salvaguardia,
al loro recupero e valorizzazione.
Eppure l'amore della gente sarda per la propria terra è grande: i Sardi
sono fieri e gelosi della propria storia millenaria, del proprio territorio,
della propria identità linguistica, culturale, delle proprie tradizioni...
Com'è possibile allora che un tale importantissimo patrimonio, unico al
mondo, che avrebbe fatto "leccare i baffi" a qualsiasi altra regione d'Italia
e del mondo, decretandone la fortuna turistica ed economica, come mai - mi chiedo
e chiedo - si dimostrano così
apatici e noncuranti di fronte a tanta colpevole trascuratezza e abbandono?
Non credo di essere il solo a porsi queste domande e a provare profonda angoscia
e impotenza per lo stato di totale abbandono in cui versano i nostri Nuraghi.
Eppure sono disponibili le cifre, le statistiche annuali dei flussi di visitatori
che ogni anno si riversano sui siti archeologici attrezzati, fosse solo dell'essenziale,
pagano il biglietto, sostano nei paesi, consumano ai bar, mangiano nei ristoranti,
alloggiano negli alberghi, acquistano nei negozi...
Quale politica di sviluppo turistico per la Sardegna, senza i Nuraghi? Trasformati
in ovili, deturpati dal cemento, lastre di eternit, cancelli di ferro, tettoie
di lamiera, la cui stabilità è sempre più irrimediabilmente
compromessa dalle radici di olivastri e querce ingigantite, cresciuti sulla parte
sommitale dei masti e che si insinuano tra gli interstizi facendo volume e scardinandone
lentamente ma con progressione inesorabile i grandi massi sino al crollo.
É tempo di intervenire, di mobilitarsi, di dire basta a tale scempio!
La Redazione di laboccadelvulcano.it avvia da queste
pagine una vera e propria campagna di lotta e di sensibilizzazione
sullo stato di degrado dei nostri nuraghi con l'obiettivo di raccogliere
un pacco di e-mail da brandire sulle teste dei responsabili diretti
ed indiretti di questo sfacelo, per sollecitarne l'intervento risanatore,
nuraghe per nuraghe, iniziando da quello di Lugherras, in territorio
di Paulilatino che versa in condizioni disastrose.
Se vuoi aiutarci ed essere dei nostri in questa difficile battaglia per il recupero
e la salvaguardia dei nuraghi iscriviti a
laboccadelvulcano.it e partecipa al FORUM
SOS NURAGHI .
Se anche nel tuo territorio c'è un nuraghe o un sito archeologico in forte
degrado segnalacelo, lo metteremo
in lista e chiederemo l'intervento da parte della Sovrintendenza e delle autorità
locali.
Se vuoi leggere la scheda di approfondimento del primo Nuraghe per il quale laboccadelvulcano.it
s'impegna a lottare clicca Nuraghe
Lugherras di Paulilatino (OR) e vedi in che condizioni è ridotto. |
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