Venerdì, 17 Agosto 2018
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Come aprire una sede locale nel tuo Comune

2017NORME PER LA COSTITUZIONE DI UNA SEDE LOCALE

La sede locale, che prende il nome da un Comune, da un territorio, da un comprensorio, oppure da un'area storica o geografica, si intende costituita con l'approvazione da parte del Comitato Direttivo della richiesta avanzata da cittadini italiani maggiorenni che abbiano compilato gli appositi moduli per divenire soci ordinari e che siano almeno in numero di quindici.
In uno stesso Comune, solo ove se ne ravvisi la opportunità, possono essere costituite anche più sedi locali, le quali assumono la denominazione del Comune accompagnata dal nome della suddivisione amministrativa (quartiere, terziere etc.) o geografica (sud, nord etc.).
La sede locale persegue lo scopo istituzionale dell'Associazione in un ambito territoriale o comprensoriale collegato ad uno o più comuni ed opera in piena autonomia amministrativa, organizzativa e funzionale nel rispetto dello Statuto.
In alternativa a tale procedura la costituzione di una sede locale può altresì avvenire per “formazione progressiva” secondo la seguente direttiva:

  • almeno cinque persone aventi i requisiti per divenire soci ordinari costituiscono un Comitato promotore;
  • il Comitato promotore inoltra domanda al Comitato Direttivo, il quale per il periodo di due anni registra la sede costituenda tra quelle in formazione progressiva;
  • raggiunto il numero di 15 soci la sede è automaticamente costituita senza ulteriore approvazione a condizione che entro 60 giorni dal raggiungimento del limite di soci siano tenute regolari elezioni per la nomina degli organi sociali e ne sia data regolare comunicazione degli esiti al Comitato Direttivo;
  • nella costituzione in “formazione progressiva” la sede istituenda ed i soci ad essa iscritti sono considerati a tutti gli effetti Sede locale e Soci di Archeoclub d'Italia;
  • se al termine del secondo anno non si sia raggiunto il limite minimo, il Comitato direttivo, delibera la chiusura della Sede.

Moduli utili:

- Richiesta di costituzione al Comitato Direttivo
- Modulo d’iscrizione
- Modulo di versamento delle quote sociali

PRESENTAZIONE

logo archeo nazionaleArcheoclub d’Italia

Nasce nel 1971 come Centro di Documentazione Archeologica, con lo scopo di affiancare gli studiosi e gli esperti dell’archeologia nella diffusione della conoscenza del passato. Tra i fondatori ci sono i grandi nomi dell’archeologia, tra cui ricordiamo Massimo Pallottino, Gianfranco Paci, Romolo Augusto Staccioli, e poi, ideatore e promotore instancabile, il filosofo Francesco Berni. Nello stesso anno nascono gli Archeoclub d’Italia, sedi locali che hanno nel territorio comunale la loro base operativa.

La diffusione del patrimonio archeologico e storico-artistico su tutto il territorio nazionale è da sempre la più grande attrattiva dell’Italia, ma è anche la principale causa di difficoltà per la conservazione e la valorizzazione adeguata della nostra immensa ricchezza di arte, di cultura, di civiltà.

Partendo da questa considerazione, i fondatori di Archeoclub d’Italia hanno superato i luoghi comuni di uno sterile e diffuso criticismo e hanno richiamato i cittadini italiani alla responsabilità e al dovere di collaborare con le istituzioni, in primo luogo Amministrazioni locali, Università e Soprintendenze, per la conservazione di un patrimonio che non ha uguali al mondo.

Organizzati in Sedi locali, i nostri volontari operano su un territorio limitato, che conoscono e sul quale possono intervenire con proposte concrete, con attività che risvegliano l’attenzione dei concittadini e li inducono a considerare con occhi diversi l’eredità del passato custodita nei loro paesi.

La caratteristica saliente del patrimonio culturale italiano è, infatti, quella di derivare dalla fusione e naturale omogeneizzazione di culture locali, nate dalle grandi radici classiche greca, romana, bizantina, e poi evolutesi quasi filoni originali dei medesimi valori culturali, infine confluite attraverso il Rinascimento in una cultura nazionale unitaria. Unitaria sì, ma anche sfaccettata e pregna, localmente, dei valori che ogni comunità locale ha derivato e mutuato dal proprio passato.

Per tale motivo non c’è campanilismo nell’agire attenti alle piccole realtà culturali anche comunali, ma anzi ciò esalta il carattere proprio della cultura italiana che così tanto la differenzia dalle esperienze degli altri Paesi.

Non solo: l’azione locale è anche la consapevolezza che un patrimonio così imponente, accumulato in circa tre millenni di storia, può essere conservato soltanto distribuendone la cura fra coloro che sono più vicini ai beni culturali e ne sono i naturali eredi, adattandosi con la massima flessibilità alle esigenze particolari di ogni memoria storica e alle caratteristiche dell’ambiente in cui si è formata.

La nostra Associazione è in grado di offrire alle comunità locali e agli studiosi una grande varietà di professionalità e di competenze diverse, che si rivelano spesso preziose per individuare nuovi modi di promozione e di gestione di monumenti considerati a torto di minore importanza o troppo periferici per una gestione centralizzata.

Operando in modo capillare sul territorio i nostri volontari hanno dovuto approfondire anche l’indagine storica, riportando l’attenzione sugli archivi locali, sia comunali che ecclesiastici, salvandone molti dal degrado e dalla dispersione con un minuzioso lavoro di riordino e di catalogazione.

Le Sedi locali sono sostenute da una intensa attività di coordinamento svolta dalla Sede centrale, che definisce le linee guida della nostra Associazione e individua le tematiche principali su cui far convergere l’impegno dei volontari. Nascono così le nostre “campagne nazionali”, i cui obiettivi sono sempre concretamente legati alla cura del nostro patrimonio culturale. La prima di queste campagne è stata l’”Operazione Conoscenza”, lanciata oltre 30 anni fa come propedeutica all’impegno sul territorio, che proponeva a tutte le Sedi locali un sistema di schedatura veloce dei beni culturali locali, base indispensabile per la programmazione di ogni ulteriore proposta di recupero e di sviluppo.

Un’ultima cosa dobbiamo ricordare, forse la più importante, ed è lo spirito di amicizia e di sincera collaborazione che anima tutti i soci di Archeoclub d’Italia, consapevoli che il contributo di ogni Sede, e di ognuno di noi all’interno delle Sedi, concorre ad accrescere l’insostituibile patrimonio di cultura e di civiltà che abbiamo ereditato dai secoli passati e che è ancora oggi la fonte primaria della nostra identità nazionale.

EPOPEA MONS. GIOVANNI SANNA

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BRIGANTE, L'ASINO DELLA MARCA

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