Venerdì, 17 Agosto 2018
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Santa Giusta

Santa Giusta

stemma S.GIUSTACittadina di antica fondazione fenicia (sorge sui resti dell’antica città punica di Othoca), sorge nel golfo di Oristano, a ridosso dello stagno omonimo, solcato da Is Fassonis, le antiche imbarcazioni di origine fenicia.
Adagiato nel Campidano di Oristano, è circondato dalle alture del Monte Arci, vive di agricoltura e di pesca.
La bella cattedrale in stile romanico-pisano domina l’ingresso del paese (provenendo da Oristano). Il borgo di Santa Giusta è ricco di risorse e tipicità. Tra le ricorrenze la festa di Santa Giusta che cade il 14 maggio, molto partecipata dalla popolazione; poi la Regata de is Fassonis il primo agosto, quando le antiche imbarcazioni gareggiano tra di loro a mostrare abilità nella navigazione lacustre. Tra le bontà della cucina locale: la bottarga, ricavata da uova di muggine essiccate.

Birdwatching Santa Giusta

DSC01717SANTA GIUSTA (OR)

Santa Giusta si estende sulla sponda NE dell'omonimo stagno e può considerarsi prosecuzione della città di Oristano a cui si lega attraverso la periferia meridionale dell'abitato. Santa Giusta è erede dell'antica Òthoca fondata dai sardo-punici e divenuta città romana sulla strada  che collegava Cagliari a Porto Torres.

Oltre lo stagno a Santa Giusta è d'obbligo visitare la cattedrale, «una grande costruzione romanica in conci d’arenaria, eretta nel 1135-45 come sede della diocesi omonima (soppressa nel 1503).
L’edificio, di forme fon­damentalmente pisane, ma con influssi lombardi nella facciata e arabeggianti in alcune parti ornamentali, costituì il prototipo di una numerosa serie di chiese sarde.

La severa facciata, già preceduta da nartece (di cui restano due colonne), presenta un’alta triplice arcatura che inquadra il portale pisano (con capitelli scolpiti) e una trifora; al culmine il timpano include il tipico motivo pisano del rombo a gradoni; lungo i .fianchi cor­rono arcate rette alternativamente da mensole e lesene, mentre l’abside è ripartita da semicolonne. Il campanile, in fondo al fianco d., è in gran parte rifatto.
L’austero interno è a tre navate su colonne in marmo e in gra­nito (parte romaniche, parte provenienti da Thàrros, Òthoca e Neàpolis), con presbiterio, per la prima volta in Sardegna, so­prelevato; la navata centrale ha copertura a travature sco­perte, quelle laterali a crociere. Nell’abside, a sin., è un piccolo tabernacolo dell’olio santo, di un seguace di Andrea Bregno (sec. XV), donato da Gaspare Torrella, ultimo vescovo della dio­cesi. L’ampia cripta, cui si accede a d. della scala del presbiterio, poggia su tozze colonne. In sagrestia sono custodite due mitre vescovili del sec. XIV, di cui una a ricami policromi» (1).

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Come si è detto da altre parti, gli stagni dell'oristanese sono un patrimonio naturalistico d’eccellenza, unico nel suo genere e pertanto è inseriti nella lista delle zone umide d'importanza internazionale protette dalla convenzione di Ramsar.

Nello stagno di Santa Giusta vivono e nidificano numerose specie della nostra avifauna tra cui: folaghe, porciglioni, germani reali, tarabusini, tarabusi, aironi (rosso e cinerino), falchi di palude, fenicotteri, garzette, cavalieri d'Italia, pollo sultano, cormorani e tante altre specie.

Infine, se si capita a Santa Giusta a fine agosto, e possibile assistere alla tradizionale Regata de is fassois, una manifestazione popolare che si svolge in laguna, con imbarcazioni realizzate con erbe palustri, la quale oltre ad arricchire di elementi storici e culturali l’ambiente lagunare, esalta le doti di abilità e di antagonismo dei regatanti partecipanti.

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(1) TOURING CLUB ITALIANO, Guida d'Italia - Sardegna, Milano 1984, p.278

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