Domenica, 28 Novembre 2021

Nuraghe Lugherras - Paulilatino

 

lugherrasIL MONUMENTO(1)
Il nuraghe Lugherras, di tipo complesso, è composto di tre corpi strutturali concentrici, costruiti uno dopo l’altro con successivi ampliamenti verso l’esterno:
- torre principale (A);
- bastione quadrilobato C-D- E-F, cioè quattro torri agli angoli, con incluso una corte interna B;
- cortina antemurale con quattro torri angolari (G-H-I-L) già individuate dal Taramelli, una quinta (M) a est individuata in seguito alle operazioni di scavo del 2006 - 2008, e una sesta, la N a ovest, ipotizzata dall’esame del monumento in seguito alle operazioni preliminari di diserbo e RS sempre nell’intervento 2006-2008.


Inoltre, come la maggior parte dei nuraghi complessi, il nuraghe Lugherras era circondato da un esteso insediamento, che in qualche tratto appare delimitato da una mu¬raglia ancora più esterna (visibile per un lungo tratto a sud).
Descrivendo il monumento secondo un’ipotetica visitazione, si accede (e si accedeva) da Est attraversando la linea dell’antemurale (nella torre M), composta di torri circolari e cortine murarie di collegamento. Il Taramelli aveva individuato quattro torri (G, H, I, L) e ipotizzato una pianta generale quadrangolare, con le cortine di collegamento le torri G-H, H-L, L-I ad andamento lineare, e quella tra le torri I-G ad andamento convesso. La rimozione del grande cumulo di detriti e materiale di crollo e seguita nell’intervento del 2006-2008 ha rivelato la base di una quinta torre (M) sul lato Est, lungo la cortina muraria H-L originando le ulteriori cortine di collegamento H-M, M-L sempre lineari.
Inoltre, l’esame del monumento in seguito alle operazioni preliminari di diserbo e Ricognizione Superficiale, sempre nell’intervento 2006-2008, suggerisce l’esistenza di una sesta torre (N) lungo la cortina convessa I-G, da verificare. Ciascuna torre possedeva una camera circolare coperta da cupola ogivale.
Proseguendo s’incontra il bastione costituito da quattro torri, C-D-E-F, e altrettante cortine lineari e concavo-convesse nei raccordi. A differenza della linea antemurale, il bastione compone con la torre centrale un unico insieme architettonico, solo traforato dagli spazi di passaggio e di utilizzo, cioè gli anditi, le camere e il cortile. Si accede dal lato Est attraverso l’ingresso, che presenta un formidabile architrave subquadrato e lavorato a martellina con finestrella superiore, poggiante su due spalle rastremate verso l’alto, anch’esse lavorate. Immette in un breve vano d’ingresso (g), di m 2,50 di altezza, da cui si accede al cortile B e, sulla sinistra, uno stretto passaggio (m) consente anche l’accesso alla camera della torre C.
Il cortile B, il cuore del monumento, ha forma semilunata ed è delimitato da pareti a leggero aggetto, con altezza residuale minima di m 6,00 e massima di m 10,00, che si “appoggiano” alla torre principale. Anche in origine il cortile era scoperto. Quattro ingressi con quattro corridoi (e, i, f, h) davano accesso alle camere inferiori della torre centrale (A) e delle tre torri del bastione (C, D, E). Quattro fmestroni sopraelevati, in origine probabilmente collegati tra loro e col piano di calpestio del cortile da passerelle e scale di legno, davano accesso alle camere superiori delle stesse torri. Si accedeva alla camera (o alle camere) della torre posteriore (F) dall’alto, passando sopra i terrazzi sommitali del bastione.
- alla torre D. Dalla corte B quindi, si accede alla torre D tramite un vano porta architravato posto all’estremità nord-est (a destra con vista fronte torre A) cui seguiva uno stretto e lungo corridoio (f) a sezione navetiforme; la torre, ancora visibile seppur in gran parte crollata, presenta la camera parzialmente ingombra dal materiale di crollo. All’interno, un vano nicchia ha fatto supporre l’esistenza di un passaggio di collegamento con la torre F, anch’essa appena percettibile ma ipotizzata nella cuspide del quadrilobo volta a nord-ovest.
- pozzo. Tra l’ingresso alla torre A e l’imbocco al corridoio f è presente un pozzo (P), scavato nella roccia, profondo m 10,25 con un’imboccatura di m 0,45, a filo del paramento murario (n) che rifascia la parte della torre A prospettante il cortile. Presenta residuali conci in pietrame di rivestimento nella parte superiore, e fu risparmiato dalla costruzione del muro di rifascio che in parte lo copre, e che fu costruito in un momento successivo allo scopo di consolidare il paramento murario esterno della torre A.
- alla torre E. All’estremità ovest della corte interna B, (a sinistra fronte torre A) è presente un vano porta architravato a taglio tronco-ogivale, che immette in un corridoio (h), attualmente non percorribile perché ingombro da crolli, di collegamento con la quarta torre, quella E, appena visibile perché interamente interessata da crolli.
- alla torre C. A sud, fronte torre A, tramite un vano porta architravato con finestrella superiore seguito da un breve corridoio (i) a taglio ogivale si accede alla torre C di pianta sub ellittica, ora crollata per oltre due terzi. L’interno della camera è ora libera da crollo.
In definitiva, delle quattro camere inferiori del bastione, solo quella della torre C è interamente libera dal pietrame di crollo; quella della torre D lo è solo in parte, men¬tre quelle delle torri E e F sono ancora ricolme. È supposta l’esistenza delle camere superiori delle torri D e E, indiziata da un fmestrone e da una soglia, visibili sulle pareti più alte del cortile ai due lati della torre principale. Stando a ciò che si vede, si può ipotizzare che tutte le camere fossero coperte da cupola ogivale.
Fa eccezione la camera della torre C, molto più ampia delle altre, con pareti non aggettanti ma pressoché verticali, almeno nelle attuali parti residuali. Inoltre essa ha una ripida scala (1), il cui tratto sommitale piega bruscamente verso lo stesso vano suggerendo l’esistenza di un pavimento intermedio in legno. Ciò consente di ipotizzare una camera suddivisa in due ambienti sovrapposti, molto più alta delle altre e probabilmente anch’essa coperta da cupola ogivale. La scala della torre C doveva inoltre col legare il piano di calpestio del cortile con i terrazzi sommitali del bastione.
- alla torre A. Infine, nel lato settentrionale della corte B, possente si presenta la torre principale (A), di forma troncoconica. Al centro, perforando il rifascio murario (n), si apre l’ingresso sormontato da uno spettacolare architrave monumentale lavorato, che attraverso un corridoio (e) a sezione ogivale, immette alla camera basale della torre. Il corridoio presenta sulla destra una nicchia (c) e sulla sinistra l’apertura del vano scala (d) che immette nella camera del primo 1° piano. La grande camera inferiore, di forma circolare (diametro m 5,80), ha due nicchie (a, b) e la volta a cupola ogivale perfettamente conservata fino al concio apicale, secondo lo schema dei conci aggettanti. La scala (d) sale compiendo un semicerchio in ripida ascesa fino a sbucare sul retro della camera superiore, che è molto più piccola (diametro m 2,35) e ha la volta crollata. Verosimilmente, riceveva luce da un fmestrone aperto sul cortile collegato alla camera da un breve andito, dal quale si accedeva anche a un piccolo ambiente a cupola ogivale, forse un ripostiglio, ricavato sullo spessore intermurario della torre A.
Infine una nicchia aperta nella parete ovest della camera costituiva l’avvio del tratto superiore della scala ancora presente in parte, attraverso il quale si accedeva al piano della terza camera o al terrazzo sommitale della torre che doveva svettare isolato sopra i terrazzi del bastione.

(1) Testo tratto da: Comune di Paulilatino - MiBACT, Il Nuraghe Lugherras dopo i primi interventi. Prospettive di sviluppo e ricerca scientifica, Paulilatino 2015, pp.10,11,12.

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