Martedì, 09 Agosto 2022

Comuni del Vulcano

ARCICONFRATERNITA DI SANTA CROCE

ARCICONFRATERNITA DI SANTA CROCE SKDE: NELLA CHIESA DI S. LUSSORIO DA CUI PRENDE IL NOME IL PAESE. NOME: ARCICONFRATERNITA DI S. CROCE O DEL GONFALONE Fondazione: 1587 con Breve del Card.Scipione Lancellotti. FINALITÀ’: Promuovere il culto della Santa Croce, celebrando le feste della Invenzione e della Esaltazione, facendo il pio esercizio della Via Crucis in Quaresima, la processione del Nazareno il Martedì Santo e la processione del Risorto il giorno di Pasqua. ABITO: hanno sempre avuto come abito un sacco bianco con fascia rossa e cappetta bianca contornata di nastro rosso. Con decreto del 27 Dicembre 1921 Mons. Fr.Angelico Zannetti autoriz¬zava il Rev. Antonio Maria Migheli a riunire la Confraternita di Maria SS. Di Bonaria a quella di Santa Croce, dato il numero esiguo di Confratelli e la  Chiesa di San Giovanni sede della medesima totalmente fatiscente. La Confraternita di Santa Croce avrebbe comunque conservato il suo abito con l’aggiunta dello stemma mercedario che comprende le insegne del Ke Giacomo d’Aragona, fondatore dell’Ordine insieme a Pietro Nolasco, sor montato dalla croce bianca in campo rosso della Cattedrale di Barcellona dove avvenne la fondazione dell’ordine. A testimonianza della filiazione ufficiale, ancora si conserva sopra l’archi trave del portone, lo stemma in pietra policromata deH’arciconfraternita romana di Santa Croce istituita presso la chiesa di San Marcello: si tratta della croce ai cui piedi stanno 2 confratelli coperti di cappuccio, genuflessi in preghiera. Nel 1644 o secondo altri 1677 si trovò durante la traslazione deH’altare, una scatoletta piena di terra rossa ed un contenitore di bronzo con le reliquie dei santi e l’iscrizione in pergamena che rimanda a reliquie di San Lussorio. Originariamente la Chiesa di santa Croce era infatti dedicata a San Lussorio. Non si conosce la data di costruzione della chiesa. Della pergamena, oggi scomparsa, che Mons. Sebastiano Meaggia di venerata memoria già parroco di Santu Lusurgiu diceva trovarsi nella Curia Vescovile di Bosa, di recente ò stata proposta la seguente trascrizione: «((croce)) XV die mensis Ianuarii anno ab Incarnatione D(omi)ni MCLXXX[I]V (oppure MCLXXX<1>V) / miru(m) c(on)secr(atum est) hoc altare / p(er) R(everen)du(m) P(atrem) et D(ominum) / Do(mi)n(um) Dion(ysium) Raineri Ep(iscop)u(m) Bosanen(sem). / Reliq(uiae) S(an)c(t)or(um) Mart(yrum) Luxorii, Gorgii et S(an)c(t)i Bartolomei Ap(osto)li . » (“Il 15 gennaio del¬l’anno dall’Incarnazione del Signore 1184 fu consacrato questo mirabile altare per mano del Reverendo Padre e Signore Don Dionisio Raineri Vescovo di Bosa. Vi furono collocate reliquie dei Santi Martiri Lussorio, Giorgio e di San Bartolomeo Apostolo”)2.

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