Giovedì, 30 Giugno 2022
itenfrdees

Natura


Il problema dei rifiuti in natura è "spinoso e tagliente come l'orlo frastagliato di una scatoletta arrugginita" e risolverlo è difficile.

Una busta di plastica, il foglio di carta stagnola del pacchetto di sigarette, la linguetta della lattina di bibita: sui pascoli alpini come sulle cime appenniniche o sui litorali è purtroppo quasi "normale" trovare questi residui del passaggio dell'uomo.

Lungo i sentieri, attorno ai rifugi, su ghiaioni e morene, nei ghiacciai di casa nostra come in quelli nepalesi, perfino in fondo alle grotte ha fatto la sua apparizione "il rifiuto".

Alla base di questa situazione di degrado sta una grande maleducazione dell'uomo. Rispetto al passato infatti la nostra era produce un'enorme quantità di rifiuti che rappresentano una violenta aggressione all'ambiente, che non riesce a metabolizzarli sia perché sono troppi, e troppo concentrati, sia perché sempre più spesso sono sostanze chimiche, sconosciute alla natura, non biodegradabili e tossiche.

Basterebbe che ognuno rimetesse nello zaino questi contenitori (che, soprattutto vuoti, pesano pochissimo), per preservare integro il fascino e il significato di quegli ambienti nei quali si possono trascorrere tante ore felici.

Evidentemente le abitudini irresponsabili, assinmilate nel tempo da una cultura sbagliata, finiscono col trasformarsi in condizionamenti automatici più forti del più elementare ragionamento.
Ed è così che si diventa una delle cause del degrado dell'ambiente.

La presenza massiccia di oggetti metallici e plastici, infatti, all' interno di un ecosistema fragile come ad esempio quello montano, può alterare la naturale traspirazione del suolo e può inquinare le falde acquifere delle sorgenti vicine; inoltre sacchetti e lattine diventano autentiche trappole dentro le quali vanno a morire, attratti dai residui delle sostanze zuccherine, centinaia e centinaia di insetti, necessari all'impollinazione della flora alpina e dell'equilibrio ecologico dei loro microambienti.

Per tentare di arginate questi pericoli, molte sezioni del CAI affiancate da altre associazioni ambientaliste hanno organizzato meritorie iniziative di pulizia, riportando a valle quantità inimmaginabili di immondizie, e restituendo la primitiva bellezza a molti ambienti naturali, pesantemente aggrediti dall'onda del turismo.

Tuttavia queste iniziative non sono mai risolutive, anche se servono come esempio e come richiamo morale per tutti.
Meglio sarebbe se venissero programmate come momenti culminanti di campagne più articolate, in cui trovano spazio altre strategie (interventi educativi, di incentivazione, legislativi, ecc.).

Quindi la prima regola è quella di riportare nello zaino tutti i rifiuti, che verranno poi destinati ad una corretta raccolta differenziata.

La Guida al trekking è di Dolomite

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo