Lunedì, 17 Giugno 2019
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Pronto soccorso

Sia che si effettui un trek di pochi giorni, sia che ci si prepari per un impegnativo viaggio in luoghi poco frequentati o con scarsa assistenza sanitaria, è sempre prudente portare con sé un piccolo pronto soccorso.


pronto soccorsoLa difficoltà è sempre quella di sapere quali e quanti farmaci portare, per evitare di lasciare a casa quelli veramente necessari, decisione che dipende innanzitutto dalla durata dell'escursione e dai luoghi in cui ci rechiamo.

Dovendo portare tutto nello zaino, sarà bene che il set di pronto soccorso sia poco ingombrante e leggero, contenuto in una confezione robusta, impermeabile e poco ingombrante, in modo da non rovinare i farmaci e garze e da non appesantirci; il peso totale non dovrebbe superare infatti i 300 - 400 grammi.

Non possiamo pretendere in tal modo di usare le confezioni in commercio: occorreranno piccoli flaconcini per disinfettanti, due o tre rotoli di garza, riposti in contenitori di plastica, cotone idrofilo, cerotti già pronti, confezioni di punti adesivi sterili, forbici e pinzette piccole.

I medicinali devono essere ridotti al minimo indispensabile, 4 - 5 compresse per tipo: analgesici per dolori da traumi, cefalee, ecc., antispastici per dolori addominali, antiacidi, antinausea, antidiarroici, analettici, colliri, antipiretici.

Se si è capaci di far iniezioni intramuscolari può essere utile portare con sé 5 o 6 fiale, una per tipo, oltre ad alcune siringhe monouso, da 5 cc per situazioni più gravi.

Statisticamente, la più alta incidenza di traumi in montagna è dovuta allo scivolamento.
Distorsioni, ferite, abrasioni possono essere controllate se si ha una conoscenza minima delle tecniche di pronto soccorso.

Elenchiamo i problemi fisici più comuni che si affrontano nella pratica del trekking, con brevi consigli su come fronteggiarli ed alcune tecniche di primo soccorso.

Ferite.

Dopo aver opportunamente disinfettato, si tampona la fuoriuscita di sangue in sede o apponendo un laccio emostatico a monte della ferita, e quindi si fascia il tutto con garza o un fazzoletto.

Trauma discorsivo.

E' consigliabile l'applicazione sulla zona interessata di ghiaccio o di acqua fresca, posizionando l'arto in riposo.

Punture di insetti.

Sono altrettanto fastidiose. Oltre a una reazione locale, in rari casi possono procurare veri e propri shock. L'urgenza viene risolta con un impacco di Amuchina sulla zona interessata, mantenendo inumidita la garza costantemente. Nel periodo estivo è buona norma portarsi un set monouso succhiaveleno, il metodo più efficace e sicuro nel trattamento delle morsicature da ofidi reperibile in farmacia.

Vesciche e piaghe.

Si possono formare facilmente nei piedi durante il cammino: per le prime, vanno prevenute con calze e scarpe adeguate; se tendono a formarsi, è utile usare i cerotti, ma appena avvertito l'arrossamento, prima cioè che si tramuti in vescica.

Altitudine.

Un discorso a parte va fatto per i problemi che insorgono quando si cammina ad alta quota.
Per una persona sana, di corporatura normale e ben allenata, anche i 4810 metri della cima del Monte Bianco possono non creare problemi, purchè li si affronti con gradualità sia in salita che in discesa, acclimatandosi mano a mano.
Cosa ben diversa e assai negativa è invece il portarsi in quota o scendere nel giro di pochi minuti come si fa quando si usano funivie, seggiovie, ovovie e altri impianti del genere. Col diminuire della pressione atmosferica, l'altitudine provoca nell'organismo un aumento della pressione arteriosa, un fenomeno questo che può preoccupare esclusivamente gli individui anziani o sofferenti di cuore.
Un sintomo dovuto alla rarefazione dell'ossigeno è il "mal di montagna": si verifica a quote variabili da soggetto a soggetto e si manifesta con un senso di malessere, di vertigine e di debolezza.
Senza dubbio, il rimedio migliore è scendere al più presto a quote basse e assumere qualche goccia di Coramina o analettici similari.

Tutto ciò per quanto riguarda la reazione del fisico in alta quota, diciamo al di sopra dei 3000 metri, oltre i quali ben si può avvertire la rarefazione dell'ossigeno.

Ma a questi aspetti bisogna aggiungere quelli relativi alla preparazione e alle conoscenze specifiche che vanno da un adeguato equipaggiamento alle previsioni del tempo e dell'uso dell'altimetro: quest'ultimo, con la sua doppia funzione altimetrica e barometrica, è uno strumento assai importante per chi si avventura nel mondo delle alte vette e dei ghiacci.

La Guida al trekking è di Dolomite

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