Giovedì, 20 Gennaio 2022

Commemorazione, 4.11.2017

Diego Are, Commemorazione Caduti S. Lussurgiu, 4.11. 1994

Diego Are WIKIPEDIA1DISCORSO DEL 4 NOVEMBRE 1994
Siamo qui convenuti in solenne assemblea, davanti a questo monumento e alla presenza di queste bandiere. Sono convenute qui persone di ogni età: uomini che hanno conosciuto l'esperienza della vita e giovani e ragazzi che alla vita si stanno affacciando. E stretti attorno a queste bandiere dell'Associazione combattenti e reduci coloro che hanno vissuto anche nelle loro carni la sofferenza della guerra col loro presidente che vi ringrazia di questa partecipazione.

Perché questa assemblea solenne, perché tanti ragazzi e giovani qui davanti a questo monumento?

Certamente prima di tutto per ricordare e onorare i 75 ragazzi e giovani morti sui campi di battaglia qui segnati della guerra 15 - 18 e i 36 ragazzi e giovani di 19, 20, 21, 22 anni che hanno donato la loro vita alla patria alcuni in Italia, altri in Africa, altri in Germania, altri in Russia nella guerra 40 - 45.

Hanno lasciato questo paese e questi nostri monti, hanno interrotto il mestiere appena iniziato di piccoli pastori, contadini o studenti, in un'alba di 70 o 50 anni fa, nella speranza di farvi presto ritorno e non vi sono più tornati perché la loro giovinezza è stata presto stroncata.

Stroncata per la patria, per la nostra Sardegna, per il nostro paese perché noi potessimo vivere nell'unità della Nazione liberi, liberi da dominazioni straniere o da dominatori interni.

E' giusto ricordare e onorare questi ragazzi e questi giovani che sono partiti e non sono più tornati. Anche le loro salme giacciono in cimiteri lontani e i loro parenti nel giorno dedicato ai morti non hanno potuto mai deporre un fiore sulle loro tombe.

Sarebbe anche giusto che questo onore e questa riconoscenza venisse espressa in un modo più personale, ricordando dove e come la loro vita si è fermata. Bisognava, per far questo, che qualcuno o qualche scolaresca si fose dedicato ad apposite ricerche. Cosa che si era auspicata nella ricorrenza del 4 novembre dello scorso anno ma che non è avvenuta.
Personalmente qualche cenno almeno di alcuni giovani caduti nella guerra del ' 40 - '45 ho cercato di farlo e ve ne metterò al corrente. Ma è un compito che rimane ancora da fare. 

Li ricordiamo e li onoriamo tutti almeno collettivamente con questa corona di fiori deposta su questo monumento.

Ma siamo qui anche per ascoltarli. La loro vita non è finita col seppellimento del loro corpo. Noi crediamo nella nostra fede che siano davanti a Dio, nel mondo della verità e dobbiamo tentare di sentire qualche verità che essi ci vogliono dire.

Forse ci vogliono ricordare che il loro sacrificio è servito perché noi potessimo godere della libertà e ci dicono: siate coscienti e degni della libertà, conforme alla tradizione del nostro paese, riandando alla lotta combattuta dai nostri padri contro il feudalesimo nelle lotte guidate dal 1796 al 1800 da Giovanni Maria Angioi e dai nostri compaesani Michele e Agostino Obino, il vicario Diego Cherchi e tanti altri laici e sacerdoti fra cui il giovane sacerdote Giovanni Carta-Ledda, fratello di Pietro Paolo Carta Ledda, quel benemerito agricoltore e allevatore che nel 1841 lasciò tutti i suoi beni perché venisse istituita a S. Lussurgiu una scuola di latinità e retorica, che alternativamente con gestione scolopina, laica e salesiana ancora per fortuna vive in quel colle che si chiamava, nel secolo scorso Sa Carruba.

La libertà cammina con l'istruzione, sembra che vogliano dirci i giovani caduti in guerra che noi oggi onoriamo.

Ma ecco che questi giovani non si esprimono più con le parole. Indicano con le loro mani Monte OeMonte Tinzosu da cui scendevano una volta teorie, quasi una processione di castagneti che raggiungevano le nostre case e che costituivano un panorama di bellezza verde o castana a seconda delle stagioni. Attorno a questi monti s'è creato il deserto. E il deserto si è creato su tutta la montagna che prima era verde e ricca e ora è nera e povera.

A me sembra che dal mondo della verità in cui si trovano dicano a noi; "II deserto si è creato perché voi non amate più la montagna. Riprendete ad amarla, a frequentarla, a lavorarla, diventerà ancora verde e bella e darà da vivere a voi e ai vostri figli.

Che cosa succederebbe se voi continuaste ad abbandonarla?

E pe rimetterlai in condizione di dare il suo contributo economico, voi non potete rimanere disuniti. Dovete cercare e trovare tutte le forme associative possibili. L'Unione e l'amore dice il canto composto da un nostro conterraneo Goffredo Mameli rivelano ai popoli le vie del Signore.

L'associazionismo è quello che vi serve e che vi salverà. Per questo però dovete vincere l'egoismo e l'apatia che vi caratterizzano in questo periodo. Esaminate voi stessi, sembrano dire i giovani che oggi onoriamo,  e vedete se vi convenga provare forme di unione professionale: che gli allevatori si uniscano, che si mettano insieme anche per dividersi meglio i pascoli, che si uniscano quelli che hanno interesse allo sviluppo del turismo, quelli che hanno interesse allo sviluppo dell'artigianato. E per tutti, allevatori, agricoltori, quanto sarebbe utile che si rimettesse in funzione il lascito di un altro benemerito lussurgese, Don Deodato Meloni, lascito che ora ci è stato quasi rapito. Dell'istruzione agraria un paese come il nostro che vive tra la montagna e il mare ne ha urgente bisogno. Se ne era accorto il lussurgese Antonio Giovanni Carta Ledda che nel 1820 presentò al viceré della Sardegna un progetto di rinascita della nostra isola intitolato Felicità della Sardegna e lo stesso suo fratello Pietro Paolo Carta che volle che nella scuola di latinità e retorica, cioè nel Ginnasio-Liceo istituito col suo testamento del 1841 si tenessero lezioni settimanali di agricoltura.

Tenete d'occhio Banzos. E per tutto quanto va fatto non aspettate che tutto faccia l'amministrazione comunale. Questa può fare in ragione dell' interesse e della fattiva collaborazione che trova negli amministrati.

E tenete d'occhio, esaminatelo e createlo voi secondo le vostre esigenze il Parco del Montiferru - Sinis. Non crediate che ve ne siete liberati. Il deserto che si è creato nella vostra montagna ve lo dimostra a chiare lettere. La montagna integratela col mare del Sinis, sarà tanto di guadagnato soprattutto per i giovani che cercano occupazione.

Avete nel vostro paese un Istituto Tecnico per il Turismo. E' unico in tutta la Sardegna, prepara gli operatori del settore turistico. Non ve lo lasciate sfuggire, come non dovete lasciar perdere il Liceo Linguistico che è il primo sorto in Sardegna.

Sono istituti affidati a voi, sono istituti vostri. Fateli frequentare ai vostri figli, specie ora che l'amministrazione comunale cerca di incoraggiarne la frequenza mettendo a disposizione borse di studio.

Tenete d'occhio anche altre cose: per esempio la Chiesa di S. Maria degli Angeli che è un tesoro storico e d'arte di cui la burocrazia rimanda la apertura alle calende greche. Tenete d'occhio il Colle di San Giuseppe. Adesso ci sono solo rovine . Ma chi l'ha visto quando faceva svettare il suo campanile moro ricorda che il paesaggio era tutto più bello allora. Ora senza la chiesetta e soprattutto senza il campanile è uno sgorbio nel panorama del paese.

Tenete d'occhio tante altre cose e soprattutto non siate invidiosi l'uno dell'altro. Unitevi e datevi tutto l'aiuto reciproco che potete. Quelli che hanno di più mettano le loro ricchezze a disposizione di tutti, essi stessi diventeranno più ricchi. E non ci saranno più dispccupati nel paese. Se no, specie se trascurate la montagna e le campagne la gioventù non avrà più lavoro qui e se ne andrà altrove. E la decadenza del paese è bell'e segnata.

Questo mi pare dicano a noi tutti i giovani falciati dalle guerre, giovani ventenni che oggi ricordiamo e onoriamo.

Di qualcuno di essi ora daremo qualche cenno, contentandoci per quest'anno di quelli caduti nella seconda guerra mondiale. Se Dio ci darà vita, come spero, daremo cenno degli altri giovani caduti nella guerra del 15 - 18 il prossimo anno. Se però qualche maestro o professore si prenderà la briga di guidare le ricerche, quelle che sono ancora possibili, cioè di quelli di cui esistono ancora le famiglie. Penso però che se si fanno bene le ricerche qualcosa si può trovare nel Comune.

  1. M. Oro FRANCESCO BARRACU Aveva il grado di generale. Oltre la medaglia d'oro otto medaglie d'argento. Ucciso a Dongo e purtroppo fra gli impiccati in Piazza Loreto.

  2. CAPITANO BARTOLOMEO MELONI Figlio di Franzischeddu e di Donna Maria Luisa che lo chiamava in sardo Portolu. Ingegnere delle Ferrovie a Venezia durante la guerra faceva deviare i treni che portavano prigionieri italiani in Germania. Scoperto dai Tedeschi portato al campo di eliminazione di Dachau morì qui di stenti confortato dalla sua fede continua testimoniata da un cappellano militare.

  3. SERGENTE MUSCAS MICHELE In Spagna, fratello di Franceschino e di Angelino Muscas.

  4. BRIGADIERE BELLINZAS ANTONIO Compagno mio di scuola lo chiamavano Antonino fratello di Eligina e di Angelino che viveva a Torino.

  5. CAPORALE MAGGIORE PORCU FRANCESCO (Crispinu).

  6. CAPORALE MAGGIORE MANCA GIOVANNI CARMELINO - Medaglia d'argento al valor militare. (Ne ho parlato l'anno scorso)

  7. CAPITANO PINNA GIOVANNI - Era maestro nel nostro paese, figlio del direttore didattico Raffaele Pinna.

  8. CAPORALE SCANU ANTONIO - Figlio di Tiu Leandru.

  9. CAPORALE MALICA GIOMMARIA - Figlio di Tiu Mattianzelu.

  10. CARRISTA ARDU GIUSEPPINO - (Sonette).
  11. AVIERE LEDDA RAIMONDO - Figlio di Tiu Pascale Ledda nipote di Don Pische morto il 14/2/1941 (anni 21) per incidente di volo presso Sabaudia. Era di stanza in Africa. Venuto in Italia per provare aerei. Morì in un incidente di questi questi voli di prova.
  12. AVIERE MURA LUIGI - Aviere scelto aveva 22 anni. Morì a Nettunia è sepolto a Roma al Verano. Era radiotelegrafista dell'aereo che faceva volo di servizio fra Taranto e Cagliari. Gli anziani lo ricordano come un ragazzo molto bello io lo conobbi quando era studente al Ginnasio "Carta-Meloni" durante la gestione dei Salesiani.
  13. AVIERE PORCHEDDA GIUSEPPINO - Fratello di Tatonia Procchedda.

     

  14. MARINAIO PORCU GIUSEPPE - Morto il 23/7/1944 in località San Marcello (AN) per ferite di fatto di guerra. E' sepolto a lesi.

  15. SOLDATO BOTTA ANTONIO MARIA - Fratello di P. Botta.

  16. SOLDATO SECHI SALVATORE - (Mandanga).

  17. SOLDATO SCHIRRU PAOLINO - fratello del Sig. Giovanni Schirru.

  18. SOLDATO SERRA GIOVANNI (Messere).

  19. SOLDATO GUSPINI FRANCESCO - Figlio di tiu Prede Paule. Morto il 24 (11)1941 nell'ospedale di Campo n°893 - anni 22 - morto per ferite riportate in combattimento e sepolto a Derna [ Libia? ndr.].

  20. SOLDATO ONNI GIOVANNI ANTONIO - Fratello della moglie di Leonardo Settefonti.

  21. SOLDATO PORCU MICHELE (?).

  22. SOLDATO SALIS GIOVANNI MARIA - Fratello della moglie di Giovanni Schirra.

  23. SOLDATO PIRAS DIEGO (fratello di tiu Antoni Ezzu) era caporale maggiore morto in Albania il 22/5/41 per ferite riportate in combattimento sepolto a Lekdushay.

  24. SOLDATO COCCO GIOVANNI - Fratello di Caterina e di Maria Cocco. [aggiunta a penna ndr.].

  25. SOLDATO CASULA FRANCESCO ANTONIO - Figlio di tiu Predu Casula - Morto il 23/4/43 in Tunisia (di anni 19) per ferite di schegge di granata [Nota scritta a mano: correzione (della data ndr.) suggerita da Ambrogio Casula].

  26. SOLDATO MATTA ANGELINO - (Gainu) morto il 25/5/44 nel Vadsassen.

  27. SOLDATO FAIS BACHISIO - Zio di Spirigonzales (sic.) [parerntela aggiunta a mano ndr.].

  28. SOLDATO MANCA MICHELE (?)

  29. SOLDATO MELONI DIEGO - zio di Mariantonia Murtas.

  30. SOLDATO MURA GIOVANNI MARIA - (gaffettera) morto il 29/11/40 - anni 19 - ferito di schegge di granate all'addome a Basanigo.

  31. SOLDATO PIU GIUSEPPINO - Figlio del maresciallo Piu.

  32. SOLDATO SAPORITI EFISIO - Fratello di Totoni.
     
  33. SOLDATO ARE ANTONIO MARIA - (pizzicoi) disperso in Russia [aggiunta a mano ndr.].

  34. VIDILI GIUSEPPE (padre di Pasquale macellaio).

  35. SIAS GIOVANNI MARIA - Cugino di Zuannantonia Sias. Era studente o forse tecnico agrario. Io l'ho conosciuto istruttore di ginnastica [aggiunta a mano ndr.] al Ginnasio 'Carta-Meloni".

  36. SOLDATO BELLINZAS GIOVANNI - Figlio di Tia Antioga e Tiu Antoni Nenaldu. Il suo nome non è scritto ancora sul monumento.
  37. Mi pare non figuri ancora nel monumento, ma secondo il Comune è fra i caduti, SOLDATO TRATZI DOMENICO morto il 19/4/45 nel Bisano (BO) per ferite al torace. Sepolto nel cimitero di Trespiano.

          Preghiamo e operiamo perché non ci siano più guerre nel mondo.

          E più non esistano campi di concentramento.

          Grazie Prof. Diego Are.

 

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo