Domenica, 14 Luglio 2024

RASSEGNA STAMPA

Archeoclub Santu Lussurgiu

APIAMO - LABORATORI DI APICOLTURA

regina 2 g

LABORATORIO APICOLTURA
(Base)

Durata: 22 ore
Periodi: 15 - 26 febbraio / 10 - 22 ottobre
(Tutti i giorni, domeniche escluse)

Luogo di svolgimento: Santu Lussurgiu, via Alagon, 29
Programma: lezioni teoriche e pratiche.
(All'atto dell'iscrizione verrà fornito il programma di dettaglio dell'intero corso).
Docente: Bruno Onnis - R.P.

Quota Iscrizione: 30,00 euro, in alternativa: mutuo di 3 ore della BdT - Santu Lussurgiu
Costo partecipazione al corso: 240,00 euro, in a<lternativa: mutuo di 48 ore della: BdT - Santu Lussurgiu

RIPRISTINO SENTIERO CASCATE SOS MOLINOS

pannello sicSabato 20 gennaio 2018, due squadre dell'Archeoclub di Santru Lussurgiu hanno effettuato una prima ricognizione  sull'antico sentiero che, partendo dalla località Codinas Murtas, nell'immediata periferia sud-ovest di Santu Lussurgiu, conduce, per un tratto parallelamente alla SP 15, alle Cascate di Riu Sos Mòlinos.

Obiettivi del progetto

Obiettivi generali;

Il progetto intende perseguire le seguenti finalità:

  • Tutelare, ripristinare, riqualificare, curare e valorizzare le aree di verde ed i parchi presenti sul territorio comunale che oggi risultano un po' trascurati stante la grossa estensione territoriale.
  • Rendere fruibili e accessibili le aree di interesse naturalistico, sportivo, turistico tramite azioni mirate che possano coinvolgere diverse e/o specifiche fasce d'utenza (bambini, anziani e soggetti diversamente abili)
  • Promuovere il turismo ambientale e il senso civico-ecologico delle nuove generazioni, riducendo l'uso improprio di tale aree ovvero l'accumulo di immondizia, rifiuti, oggetti abbandonati ecc.
  • Offrire ai giovani volontari conoscenze, capacità, esperienze, strumenti di qualificazione professionale spendibili nel mondo del lavoro, neirambito dei nuovi mestieri legati all'ambiente.

Aree di intervento individuate:

  • Sito di Importanza Comunitaria (SIC) "Riu Sos Molinos - Sos Lavros - Monte .Urtfgu".
  • Borgata di San Leonardo
  • Parchi Urbani
  • Zone verdi
  • Beni naturalistici
  • Zone di interesse archeologico

Obiettivi specifici:

FAVORIRE L'ACQUISIZIONE DI COMPETENZE SPECIALISTICHE RISPETTO ALLA SALVAGUARDIA, TUTELA E GESTIONE DELL'AMBIENTE E DEL TERRITORIO SALVAGUARDIA DEI I PARCHI URBANI E I BENI NATURALISTICI RICADENTI NEL TERRITORIO

Azione:

  • Migliorare e promuovere una nuova cultura ambientale.
  • Monitoraggio dei territori attraverso la mappatura degli stessi e la predisposizione di un programma dettagliato che riguardi le attività di valorizzazione, cura, manutenzione e salvaguardia delle aree individuate.
  • Assicurare la sorveglianza sistematica delle aree.

Risultato atteso:

  • Elaborazione del programma di interventi per la cura e la manutenzione delle aree verdi e dei parchi individuati nel seguente progetto.
  • Organizzazione ed espletamento delle attività di cura, manutenzione e valorizzazione delle aree verdi e dei parchi e delle aree interessate dal seguente progetto (pulizia delle aree, taglio potatura e sfalcio).
  • Controllo e monitoraggio del territorio.
  • Bonifiche di discariche abusive.

Indicatori di risultato

  • N° totale di interventi realizzati per la cura e la manutenzione delle aree individuate
  • N° totale bonifiche di discariche effettuate
  • N° di giornate di vigilanza effettuate

VALORIZZARE I PERCORSI E LE AREE VERDI BISOGNOSE DI MAGGIORE CURA 

Azione:

Operare a supporto dei collaboratori comunali e responsabili dell'associazioni locali nella valorizzazione delle aree d'interesse del progetto in particolare nelle attività di pulizia e sistemazione dei percorsi e manutenzione della segnaletica dei sentieri fruibili anche dai turisti.

Risultato atteso:

  • Rafforzamento della conoscenza del territorio e dell'ambiente
  • Miglioramento della percorribilità dei sentieri (pulizia, sfalcio, potatura).
  • Miglioramento segnaletica

Indicatori di risultato:

  • N° totale di sentieri resi fruibili
  • N° Metri/Km di sentieri interessati da attività di manutenzione (taglio e sfalcio della vegetazione, potatura cespugli, ecc.)
  • N° percorsi da sistemare

FAVORIRE L'ACQUISIZIONE DI COMPETENZE RISPETTO ALL'ORGANIZZAZIONE DI ATTIVITÀ DI PROMOZIONE DI PROGETTI AMBIENTALI, SIA EDUCATIVI CHE PROMOZIONALI DEL TERRITORIO SUPPORTARE LA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ 

Azione:

Operare al fianco dell'Amministrazione Comunale e della Compagnia Barracellare e dell'Archeoclub d'Italia sede locale Santu Lussurgiu per l'organizzazione dei diversi eventi legati alle attività proposte: giornata ecologica, festa dell'albero, escursioni,


Risultato atteso
:

  • Progettare e realizzare materiali di comunicazione per la promozione dei vari eventi (giornata ecologica, festa dell'albero, escursioni)
  • Rafforzamento dell'offerta turistica complessiva migliorando la fruibilità ai siti di interesse naturalistico (aree SIC) e archeologico
  • Creazione di itinerari naturalistici e archeologici

Indicatori di risultato:

  • N° eventi proposti (giornata ecologica, escursioni)
  • N° partecipanti agli eventi
  • N° materiali di comunicazione prodotti

Obiettivi generali per i volontari:

  • Svolgere un ruolo di cittadinanza attiva;
  • Acquisire nuove competenze culturali e professionali;
  • Instaurare una proficua relazione con gli utenti che sono coinvolti nella realizzazione del progetto;
  • Contribuire al miglioramento e al potenziamento delle attività di sostenibilità ambientale attivate nel paese;
  • Conoscenze e competenze in ambito ambientale.

Obiettivi specifici per i volontari:

  1. Conoscere l'organizzazione del Servizio Civile Nazionale e le leggi che lo regolamentano;
  2. Formare una consapevolezza ecologica e senso di appartenenza al proprio territorio;
  3. Acquisire conoscenze e competenze in diversi ambiti legati alla tutela della salute e dell'ambiente tramite un mix di formazione in aula ed esperienze sul campo;
  4. Applicare conoscenze e competenze acquisite nel percorso formativo ed educativo scolastico, alla pratica e al mondo del lavoro in campo ambientale e di promozione dei diritti;
  5. Imparare a comunicare con utenti di differenti fasce d'età e categorie sociali tramite la partecipazione attiva ad iniziative di informazione, educazione e sensibilizzazione di vario genere (organizzazione di convegni, attività di coinvolgimento delle Pubbliche Amministrazioni, azioni di animazione sul territorio, attività con i bambini, etc.);
  6. Acquisire competenze in tema di progettazione, organizzazione e gestione di iniziative finalizzate ad una gestione sostenibile del territorio ed alla diffusione di buone prassi in campo ambientale.

8) Descrizione del progetto e tipologia dell'intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo:

8.1 Complesso delle attività previste perii raggiungimento degli obiettivi Introduzione

Il presente progetto si prefigge con l'aiuto di n. 4 volontari di intervenire nelle aree del Comune di Santu Lussurgiu individuate al box 6. L’intervento svolto dal progetto sarà finalizzato, in un primo momento, alla manutenzione e alla conservazione degli elementi naturalistici, nelle aree in oggetto, grazie ad un’azione di monitoraggio dell’area, e successivamente anche alla loro valorizzazione.

Azioni - attività - tempi di realizzazione

1. Pianificazione delie attività

Il  presupposto del servizio è la predisposizione di azioni sinergiche programmate e coordinate dal Settore cultura del Comune che definisce tempi di svolgimento delle attività e le modalità di promozione delle stesse. Tutte le attività sono realizzate coinvolgendo attivamente i volontari e i copromotori; Archeoclub d'Italia sede locale di Santu Lussurgiu, La Compagnia Barracellare di Santu Lussurgiu.

La pianificazione delle attività può essere modificata in seguito ad esigenze sopravvenute.

1. Accoglienza ed avvio

All'avvio del progetto i volontari sono accolti dall'Olp, il quale illustra:

  • Le attività previste dal progetto
  • Le attività che coinvolgono i volontari
  • Le modalità di attuazione del progetto
  • L'organizzazione del SAP
  • L'organizzazione del SCN
  • Il ruolo ricoperto dall'OLP.

L'Olp fa conoscere ai giovani i referenti del servizio al quale fa capo il progetto.

Per la descrizione delle attività della Formazione generale e specifica si rinvia rispettivamente alle voci: 29/34 e 35/41.

Per la descrizione delle attività di Monitoraggio si rinvia alle voci 21) e 42).S

Per le attività di Promozione e sensibilizzazione del Servizio civile nazionale si rinvia

alla voce 17).

Altre attività (oltre a quelle sopra descritte) che permettono ai volontari di acquisire le competenze e le professionalità indicate alla voce 28.

Archeoclub Santu Lussurgiu

logo archeo SARDEGNA

Nell'Isola, l'Archeoclub d'Italia onlus approda il 27 ottobre 2015 con la costituzione della Sede locale di Santu Lussurgiu da parte di un gruppo di appassionati di archeoloigia e di tematiche legate all'ambiente e alla cultura del territorio.   

Il promotore e presidente del nuovo sodalizio è Umberto Guerra che, nella tornata elettorale dello scorso aprile 2016, è stato eletto Consigliere nazionale di Archeoclub d'Italia onlus della Regione Sardegna.



 

 

 




SOCI FONDATORI

DSC03018
Umberto Guerra 


mauro ardu
Mauro Ardu


giambattista firinu
Giambattista Firinu


banzicallelle 1000 giovanni
Giovanni Sechi


JOSEPH PINTUS
Joseph Pintus


giovanni salaris
Giovanni Salaris


giovanni serra
Giovanni Serra

Umberto Guerra

DSC03018Non so proprio che taglio dare per introdurre questo argomento che mi sta molto a cuore e mi affascina a tutto tondo: si tratta dell'archeologia e dei nuraghi in particolare, il simbolo stesso della Sardegna.

Più in generale, sono le pietre che esercitano su di me uno strano fascino e attraggono da sempre la mia attenzione.

Leggi tutto: Umberto Guerra

CONSIGLIO DIRETTIVO (TRIENNIO 2016 - 2019)

CONSIGLIO NAZIONALE COLLEGIO UNICO

CONS.NAZ RAPPRESENTANTI REG 1Presidente nazionale CLAUDIO ZUCCHELLI
Vice Presidente nazionale GIULIO DER COLLIBUS
Segretario nazionale  ROSARIO SANTANASTASIO

 Alessandro BENCIVENGA
 Paolo CERMELJ
Bersanofio CHIEDI - Componente Comitato direttivo
Lorenzo Antonio CHIRICO'
Claudio CIPOLLONE
Pietro CIRIGLIANO
Antonio CRISCI
Giulio DE COLLIBUS
Francesco DI CECIO - Componente Comitato direttivo
Gerolamo FAZZINI
Vincenzo  FUNDONE
Umberto GUERRA
Aniello LANGELLA
Giuseppina LIUZZO
Claudio LO MONACO - Componente Comitato direttivo
Paolo LOSI
Vincenzo PIAZZESE
Franca RAGGI
Vermiglio RICCI
Rosario SANTANASTASIO
Walter SCOTUCCI - Componente Comitato direttivo
Francesco VALENTE
Susanna VIGANO'
Maria Rosaria VITALITI - Componente Comitato direttivo
Claudio ZUCCHELLI

dott.ssa BARRA Anna
prof. BRUNO Giuseppe A.
dott. CARUSO Giacomo
prof.ssa CECCARELLI Evita
ing. 
dott. CIPOLLONE Claudio
dott. CIRIGLIANO Pietro
sig. DE COLLIBUS Giulio
dott. DE MEO Vito
prof. FAZZINI Gerolamo
ing. GHIGO Mirella
dott. LAVORANTE Alfonso
prof.ssa LIUZZO Giuseppina
dott. LOSI Paolo
avv. MAZZITTI Walter
prof.ssa PAOLETTI Valeria
dott. PIAZZESE Vincenzo
prof.ssa RAGGI Franca
dott.ssa RIGONI Anna Nicoletta
prof.ssa RIZZO Fortunata Flora
dott. RUBINO Angelo
ing. SANTANASTASIO Rosario
arch. VALENTE Francesco
dott.ssa VIGANO’ Susanna
dott.ssa VINCENTI Maria Cristina
dott.ssa VITALITI Maria Rosa
dott. ZANNINI Ugo

COMITATO DIRETTIVO
pres. Zucchelli Claudio – Presidente nazionale
dott. Scotucci Walter - Vice Presidente nazionale
dott. Cipollone Claudio
sig. De Collibus Giulio
dott. Lavorante Alfonso
prof.ssa Raggi Franca
dott.ssa Vincenti Maria Cristina

Tesoriere nazionale
dott. Cipollone Claudio

COLLEGIO REVISORI DEI CONTI
REVISORI CONTI 1Componenti effettivi

Prof. Costantino PALMITESSA - Presidente del Collegio avvocato tributarista; revisore contabile. Barletta
dott. Paolo CASELLI sindacalista. Firenze
dott. Antonino GRECO geologo. Bari

Componenti supplenti

dott.ssa Giovanna CONGESTRÌ dottore commercialista. Vibo Valentia
dott.ssa Giuseppa SORTINO funzionario I^ categoria del Comune di Lentini. Lentini (SR)

 

 


COLLEGIO PROBIVIRI

PROBIVIRI

Componenti effettivi

Dott. Giovanni Paolo GASPARI Presidente del Collegio manager pubblico. Roma
prof.ssa Antonia SPINETTI BARTOLO Segretaria del Collegio docente. Bari
avv. Innocente CATALDI avvocato; presidente della Sede di Gravina in Puglia (BA)
Ermanno de FRANCISCO consigliere di Stato. Roma
Giovanni MOSCHETTA consigliere Presidenza del Consiglio dei Ministri. Roma

Componenti supplenti

Domenico DOMINICI docente universitario di Istituzioni di Diritto Pubblico. Messina
Giovanni MARLETTA magistrato. Piazza Armerina (EN)

 

 

 

 

 

CONSIGLIO NAZIONALE - RAPPRESENTANTI REGIONALI

CONS.NAZ RAPPRESENTANTI REG 1REGIONE ABRUZZO - Alessandro BENCIVENGA
REGIONE ABRUZZO - Giulio DE COLLIBUS
REGIONE ABRUZZO - Gregorio DI LUZZIO
REGIONE BASILICATA - Vincenzo FUNDONE
REGIONE CALABRIA - Lorenzo Antonio CHIRICO'
REGIONE CAMPANIA - Francesco DI CECIO
REGIONE EMILIA ROMAGNA - Paolo LOSI
REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA - Aniello LANGELLA
REGIONE LAZIO - Claudio LO MONACO
REGIONE LOMBARDIA - Susanna VIGANO'
REGIONBE MARCHE - Vermiglio RICCI
REGIONE MARCHE - Mario MORBIDONI
REGIONE MOLISE - Francesco VALENTE
REGIONE MOLISE - Oscar DE LENA
REGIONE PUGLIA - Barsanofio CHIEDI
REGIONE PUGLIA - RUBINO
REGIONE SARDEGNA - Umberto GUERRA
REGIONE SICILIA - Vincenzo PIAZZESE
REGIONE SICILIA - Giacomo CARUSO
REGIONE SICILIA - Giuseppina LIUZZO
REGIONE TOSCANA - Franca RAGGI
REGIONE TOSCANA - Claudio ZUCCHELLI
REGIONE UMBRIA - Paolo CERMELI
REGIONE VENETO - Gerolamo FAZZINI

 

RELAZIONE PROGRAMMATICA PER LA SARDEGNA 2016-2019

Potenza dell'idea... potenza dell'idea fissa
(C. Baudelaire)

loghi 02 onlus1. PROGRAMMA NAZIONALE

Accetto volentieri e con entusiasmo di far parte del Consiglio Nazionale dell’Archeoclub d’Italia in qualità di Rappresentante della Regione Autonoma della Sardegna. Ciò mi consentirà di finalizzare con più efficacia e nel giusto contesto regionale e nazionale diverse iniziative culturali che ho avviato da tempo e che porto avanti con passione, impegno e determinazione.

Tali motivazioni gioveranno sicuramente anche all’Archeoclub d’Italia che potrà rafforzare la sua presenza e visibilità non solo in Sardegna dov'era completamente assente, ma sull’intero territorio continentale, con un progetto che prefigura il coinvolgimento di numerose città e terre ove le Sedi locali di Archeoclub d’Italia, presenti e interessate, potranno raccordarsi sinergicamente.

Il 13 dicembre 2021, infatti, prenderanno il via le celebrazioni per il V Centenario dalla nascita di Felice Peretti Montalto, divenuto Papa nel 1585 col nome di Sisto V. Esse avranno inizio il 13 dicembre 2021 e termine il 13 dicembre 2022 e sono state concepite come una grande rappresentazione scenica dell’epopea sistina, in cui la vita stessa del grande Pontefice scandirà le tappe principali.
Si tratterà di un evento di straordinaria importanza non solo per le città di Grottammare e Montalto, che a pieno titolo ne rivendicano la genitura, ma anche per il Piceno, la regione Marche e l’intera nazione italiana, che saprà commemorarlo come uno dei più grandi personaggi della storia di tutti i tempi.

Le celebrazioni del 2021 avranno un’impronta tipicamente sistina, francescana, per così dire, nel senso della sobrietà e del risparmio delle risorse finanziarie, che verranno impiegate ad esclusivo vantaggio delle città e delle terre che ospiteranno i singoli eventi. Gli interventi saranno concreti e permanenti, ovvero dureranno oltre l’evento stesso, attraverso la costituzione di Centri Studi Sisto V, autonomi o facenti capo a una o più sedi locali Archeoclub, che opereranno concretamente nell’attuazione del piano sistino anche dopo le manifestazioni celebrative. 

Le Celebrazioni avranno inizio a Grottammare, dove Papa Sisto V nacque il 13 dicembre 1521, proseguiranno a Montalto, sua patria carissima e nei principali luoghi dei suoi studi e della sua ascesa al soglio pontificio: dalle reggenze conventuali di Napoli, Pisa e Venezia, alle predicazioni, dalle sedi vescovili di S. Agata dei Goti (BN) e Fermo, alle città beneficate, sino alla Roma Felix capitale del Rinascimento italiano. Nella città eterna infatti, in soli cinque anni di pontificato, Sisto V avviò la più grande Riforma della Chiesa post-tridentina, della società e della politica, con un piano grandioso di opere pubbliche che non si ricordava dai tempi della Roma imperiale.

Se si vuole legare il proprio nome e quello della propria città a Sisto V sarà necessario pensare in grande come faceva lui, nel senso della giustizia, dell'equità, dell’economicità, della tempestività nelle decisioni, della grandezza del sogno, del buonsenso e razionalità degli interventi. Nell’ambito delle sedi locali Archeoclub potranno costituirsi i Centri Studi Sisto V che, con quelli già costituiti nelle città e nei territori di rilevanza sistina, aderiranno al progetto e saranno interconnessi anche sul web attraverso il sito www.papasistov.it e su Facebook con pagine già appositamente create su Felice Peretti-Montalto/Sisto V e i membri più noti della sua famiglia.

L'appuntamento con le celebrazioni è ormai prossimo e pertanto, sarà necessario prepararsi in tempo utile per attivare le sedi locali dell'Archeoclub d'Italia e definire con esse i singoli eventi nel modo più aderente alla vita e al pensiero del grande Pontefice.

loghi 02 onlus2. PROGRAMMA PER LA SARDEGNA

IL VESCOVO LUSSURGESE GIOVANNI SANNA PORCU, QUESTO ILLUSTRE SCONOSCIUTO (1529-1607)

La grandezza della figura e l'opera di Mons. Giovanni Sanna-Porcu di Santu Lussurgiu (1529 - 1607) è straordinaria, ma purtroppo per la Sardegna e non solo per essa, ancora poco conosciuta.

La sua vita esemplare, il generoso apostolato nella diocesi di Ampurias Civita dove provvide all'edificazione della cattedrale di Castel Aragonese, oggi Castelsardo (SS), le opere pubbliche e artistiche realizzate in Sardegna col suo determinante contributo, la fondazione delle case del noviziato gesuitico di Cagliari e Sassari, i ricchi arredi sacri donati alla parrocchiale di Santu Lussurgiu sono opere tutte acclarate dalla storia. Ma ancora più importanti sono le sue missioni diplomatiche condotte ad Algeri durante i pontificati di Gregorio XIII e Sisto V con l'Archiconfraternita del Gonfalone, che consentirono a centinaia di schiavi cristiani in mano dei turchi di rientrare in patria, e tra questi numerosi sardi riscattati a sue spese,

Opere e circostanze che, per la straordinarietà e drammaticità del contesto storico nel quale si svolsero, potrebbero aiutarci a capire meglio il nostro presente, fornendoci utili chiavi interpretative indispensabili per comprendere i conflitti in atto tra Oriente e Occidente, tra cristiani e musulmani, tra estremismo islamico e imperialismo.

In tali difficilissimi contesti, pressoché analoghi alle barbarie dei nostri tempi, mons. Giovanni Sanna - Porcu fu vero maestro di buon senso e di altissima e raffinata diplomazia. È per questo che la Sardegna ha un grande debito di riconoscenza nei suoi confronti e il sacrosanto  dovere di recuperare la memoria storica di uno dei suoi figli migliori e l'Italia e l'Occidente il suo insegnamento prezioso.

A questo proposito, in tempi più vicini a noi (1999), con un contributo della Regione Autonoma della Sardegna, la Pro Loco di Santu Lussurgiu organizzò un primo Convegno di studi. A tale iniziativa avrebbero dovuto seguire altre occasioni d'incontro e approfondimento, ma purtroppo non è andata secondo gli auspici. O meglio, non come lo spessore e l'importanza del personaggio avrebbero richiesto.

Su impulso di quel convegno, comunque, nel 2005 l'Amministrazione comunale di Santu Lussurgiu si fece carico di dare alle stampe la monografia dal titolo Santu Lussurgiu. Dalle origini alla Grande Guerra; nel primo dei due volumi curati da Giampaolo Mele, il francescanop. Umberto Zucca (che nel convegno del 1999 fu uno dei relatori), pubblicò il capitolo riguardante Il lussurgese Giovanni Sanna Porcu (1529 - 1607) promotore di cultura, redentore di schiavi e vescovo. A distanza di dieci anni dalla pubblicazione, la stessa Amministrazione, allo scadere del proprio mandato, con delibera n. 33 del 22 aprile 2015, ritenne opportuno intitolare la piazza principale di Santu Lussurgiu (l'attuale piazza Mercato) all'illustre e benemerito concittadino. Pregevole iniziativa che però attende ancora la conseguente inaugurazione ufficiale.

Il testimone della staffetta storica per sottrarre all'oblio la mirabile figura e l'opera del vescovo lussurgese Giovanni Sanna - Porcu, è ora passato all'Archeoclub d'Italia onlus - Sede locale di Santu Lussurgiu recentemente costituitasi. Infatti, in stretta intesa con l'Amministrazione comunale di Santu Lussurgiu, ha predisposto per la Sardegna un organico progetto di ricerca e studio pluriennale del grande prelato che vedrà coinvolte le Diocesi sarde, le Università di Cagliari e Sassari e le numerose città e Comuni della Sardegna dove il Vescovo Sanna visse e operò più efficacemente.

Il progetto prevede un calendario di iniziative ed eventi che saranno propedeutici alle Celebrazioni del V Centenario della nascita di Felice Peretti Montalto / Sisto V (1521 - 1590), che si svolgeranno in varie Regioni italiane ed estere il prossimo 2021, alle quali la Sardegna sarà chiamata a partecipare a pieno titolo nel nome e in memoria di Mon. Giovanni Sanna-Porcu, che Sisto V elevò alla cattedra episcopale di Ampurias e Civita e ne fece suo uomo di fiducia nella politica estera della Chiesta di Roma.

loghi 02 onlus3. SARDEGNA TERRA DI NURAGHI

Com’è noto poi, il patrimonio archeologico della Sardegna è tra i più ricchi e diffusi d’Italia e del Mediterraneo.
Sino a qualche mese addietro l’Archeoclub d’Italia non disponeva di altra sede nella regione. Proprio questa circostanza ha stimolato la volontà di un gruppo di appassionati di archeologia di fondare la sede locale di Santu Lussurgiu, costituita il 11 dicembre 2015.

In Sardegna però di sedi Archeoclub ce ne vorrebbero tante perché ogni comune dispone di centinaia di nuraghi e siti archeologici gran parte dei quali versano ancora nel più completo abbandono.
E' noto anche che la Sardegna è particolarmente vocata al turismo. Il suo mare, le tradizioni antichissime, i prodotti agroalimentari e l'enogastronomia dell'Isola veicolano ogni anno centinaia di migliaia di visitatori. L’intento che ci si propone è quello di arricchire ulteriormente l'offerta turistica attrraverso l'archeologia la storia l'arte e la cultura di una straordinaria civiltà millenaria come quella sarda.

Crocevia del Mediterraneo sin dai tempi più remoti, la Sardegna conta oggi circa 7000 nuraghi, migliaia tra Domus de Janas, Dolmen, Betili, Tombe dei Giganti e pozzi sacri. Un patrimonio di straordinario valore che necessita di un piano organico di salvaguardia, recupero e valorizzazione che può essere programmato dall’Archeoclub Nazionale con la regia specifica delle sedi sarde in stretta intesa e collaborazione con le Soprintendenze gli Enti locali e le  Associazioni che perseguano analoghe finalità. .

Santu Lussurgiu, dicembre 2015

Umberto Guerra 

Conferenza dal titolo Il vescovo lussurgese Giovanni Sanna Porcu, questo illustre e benemerito sconosciuto

diego soru

DOMENICA, 18 DICEMBRE 2016
Sala Sassu (Fondazione Hymnos) di Santu Lussurgiu

NELL’AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE ARTES & SABORES SANTU LUSSURGIU RICORDA IL SUO PIU’ ILLUSTRE CITTADINO

CONFERENZA

IL VESCOVO LUSSURGESE GIOVANNI SANNA PORCU, QUESTO ILLUSTRE SCONOSCIUTO (1529-1607).

 

 

La grandezza della figura e l'opera di Mons. Giovanni Sanna Porcu di Santu Lussurgiu (1529 - 1607) è straordinaria, ma purtroppo per la Sardegna e non solo per essa, ancora poco conosciuta.

Leggi tutto: Conferenza dal titolo Il vescovo lussurgese Giovanni Sanna Porcu, questo illustre e benemerito...

Campagna tesseramenti 2017

Salude, beni cun nois, occanno puru amus a 'iere cosas bonas!

 

tesseramento 2017

 

ISCRIZIONI: PRESSO GLI ESERCIZI COMMERCIALI E I LABORATORI ARTIGIANI DI SANTU LUSSURGIU CHE ESPONGONO IL LOGO ARCHEOCLIB archeo logo rosso18x18

icona mappe

MAPPE PERCORSI URBANI

archeo logo rosso18x18 INTRECCI DI FUSILLA

archeo logo rosso18x18 ANTICA DIMORA GRUCCIONE

archeo logo rosso18x18 IL GIRASOLE

archeo logo rosso18x18 CIRCOLO AICS GNU PUB

archeo logo rosso18x18 FALEGNAMERIA ART. CADDEO

archeo logo rosso18x18 BAR BELLAVISTA

archeo logo rosso18x18 COLTELLI F/LLI SALARIS

 PER LE ISCRIZIONI ONLINE CLICCA QUI

 

- Criticità e bisogni da soddisfare

SITUAZIONE Di PARTENZA/CRITICITA' BISOGNI DA SODDISFARE

Mancanza di programmazione e di coordinamento delle iniziative di tutela e protezione dell'ambiente e delle aree naturalistiche del territorio  Tutelare e promuovere del verde come elemento qualificante dell'ambiente urbano e come fattore di miglioramento qualitativo della vita; Incentivare attività finalizzate al rispetto dell'ambiente e alla pulizia delle aree.
Scarsa consapevolezza nella popolazione giovanile del valore del patrimonio naturalistico e storico locale Sensibilizzare l'opinione pubblica ,ed in particolare le giovani generazioni, sui temi ambientali.
Mancanza di una cultura della sostenibilità ambientale Diffondere la cultura del verde nel territorio comunale, attraverso l'informazione al cittadino, riguardante le risorse naturali, le varie tipologie storiche e i diversi elementi architettonici presenti in giardini, parchi e viali alberati ecc.

 

Dalla tabella emerge l'esigenza di creare una serie di attività volte alla salvaguardia e alla tutela del ricco patrimonio naturalistico che nsiste nel Comune di Santu Lussurgiu. 

Manutenzione e cura ordinaria e straordinaria degli spazi verdi, dei parchi e delle oasi naturalistiche, utilizzo gestione degli spazi verdi, ripristino dei sentieri e della segnaletica; giornate ecologiche; incontri; seminari. Queste sono le attività che la presente proposta progettuale vuole implementare per superare e/o colmare le criticità che sono state evidenziate da un attento studio sulle problematiche ambientali del territorio di riferimento.

Risulta evidente che oltre ai destinatari diretti questo progetto vuole coinvolgere tutta la popolazione lussurgese, tutto il mondo dell'associazionismo che a Santu Lussurgiu è molto attivo e in particolare le fasce più giovani della popolazione.

Inoltre il progetto consente di promuovere una serie di attività delle quali saranno beneficiari una pluralità di soggetti quali: le Istituzioni cittadine, tutta la comunità, le scuole.

Attraverso il progetto viene offerta ai volontari una occasione di crescita personale e professionale. Il progetto si ricollega ai principi contenuti nella legge 64/2001 per cui il volontario ha la possibilità di esprimere e testimoniare i valori deirimpegno e della partecipazione attiva alla vita sociale della comunità.

Come aprire una sede locale nel tuo Comune

2017NORME PER LA COSTITUZIONE DI UNA SEDE LOCALE

La sede locale, che prende il nome da un Comune, da un territorio, da un comprensorio, oppure da un'area storica o geografica, si intende costituita con l'approvazione da parte del Comitato Direttivo della richiesta avanzata da cittadini italiani maggiorenni che abbiano compilato gli appositi moduli per divenire soci ordinari e che siano almeno in numero di quindici.
In uno stesso Comune, solo ove se ne ravvisi la opportunità, possono essere costituite anche più sedi locali, le quali assumono la denominazione del Comune accompagnata dal nome della suddivisione amministrativa (quartiere, terziere etc.) o geografica (sud, nord etc.).
La sede locale persegue lo scopo istituzionale dell'Associazione in un ambito territoriale o comprensoriale collegato ad uno o più comuni ed opera in piena autonomia amministrativa, organizzativa e funzionale nel rispetto dello Statuto.
In alternativa a tale procedura la costituzione di una sede locale può altresì avvenire per “formazione progressiva” secondo la seguente direttiva:

  • almeno cinque persone aventi i requisiti per divenire soci ordinari costituiscono un Comitato promotore;
  • il Comitato promotore inoltra domanda al Comitato Direttivo, il quale per il periodo di due anni registra la sede costituenda tra quelle in formazione progressiva;
  • raggiunto il numero di 15 soci la sede è automaticamente costituita senza ulteriore approvazione a condizione che entro 60 giorni dal raggiungimento del limite di soci siano tenute regolari elezioni per la nomina degli organi sociali e ne sia data regolare comunicazione degli esiti al Comitato Direttivo;
  • nella costituzione in “formazione progressiva” la sede istituenda ed i soci ad essa iscritti sono considerati a tutti gli effetti Sede locale e Soci di Archeoclub d'Italia;
  • se al termine del secondo anno non si sia raggiunto il limite minimo, il Comitato direttivo, delibera la chiusura della Sede.

Moduli utili:

- Richiesta di costituzione al Comitato Direttivo
- Modulo d’iscrizione
- Modulo di versamento delle quote sociali

Escursione a Nuraghe Piricu

rita giovanni

Domenica 26 GIUGNO 2016

ESCURSIONE AL NURAGHE PIRICU

ORE 07,30: APPUNTAMENTO E PARTENZA DA  PIAZZA S’ELIGHEDDU – SANTU LUSSURGIU

Considerata l’impraticabilità da nord dell’antico percorso per Nuraghe Piricu, il  tratto iniziale dell’escursione sarà percorso con la propria autovettura sino alla Sorgente di Santu Miale  (quadrivio di Banzos – ex scuola agraria - a destra).

L’escursione consentirà di effettuare una prima ricognizione al nuraghe quadrilobato denominato Piricu  che sorge al confine dei territori di Santu Lussurgiu , Paulilatino  e Bonarcado  ed è delimitato dal Rio Tzispiri (est) e dal Rio Baracontu (ovest).

Leggi tutto: Escursione a Nuraghe Piricu

I pipistrelli *

in voloPresso i Mulini comunali di Santu Lussurgiu in località Sos Mòlinos sono presenti due colonie di pipistrelli, mammiferi tutelati dalle leggi regionali, nazionali ed europee.
All'atto della presa in gestione dei mulini, l'Archeoclub di Santu Lussurgiu in collaborazione attiva e fattiva  con Speleoclub Oristanese e GGO - Guppo Grotte Ogliastra, ha avviato una serie di iniziative  per lo studio e la loro tutela e salvaguardia, compresi gli habitat nei quali vivono e/o soggiornano.
 

Di fatto, i pipistrelli (o chirotteri che dir si voglia) non ci disturbano, anzi!

Riteniamo infatti che nei prossimi mesi le colonie presenti a Sos Mòlinos, potranno costituire e rappresentare, anche visivamente, il valore aggiunto alla conoscenza diretta del sito in gestione, soprattutto quella pedagogica e didattica a favore delle giovani generazioni,  per la formazione e il rafforzamento di una coscienza ecologica che consideri e riconosca sul campo la biodiversità e l'equilibrio tra le specie viventi come requisiti indispensabili alla vita stessa degli umani. 

Leggi tutto: I pipistrelli *

I mulini e le gualchiere a Santu Lussurgiu *

gualchieraPer quanto riguarda la collocazione storica dell'origine dei mulini e delle gualchiere a Santulussurgiu, non si hanno per ora attestazioni scritte in proposito. Forse l'impiego di queste macchine fu diffuso e traman­dato dai monaci Camaldolesi del monastero di Bonarcado, che certamente sfruttarono anche i corsi d'ac­qua del territorio nel quale sarebbe poi sorta la comunità di Santulussurgiu (1).

La presenza e la vicinanza alla risorsa idrica, la possibilità di sfruttare il regime idrico hanno costituito elementi determinanti per lo sviluppo dell'attività molitoria e l'orga­nizzazione produttiva e sociale della comunità.

Lo stesso Angius fa notare come "le innumerevoli sorgen­ti del lussurgese (...) danno moto a macine e gualchiere" (2) che caratterizzavano in modo rilevante l'economia del paese.

I complessi di fabbricati e macchine idrauliche erano dislocati a sud-ovest e a sud-est del centro abitato, in zona denominata SOS MÒLINOS e S'AU 'E SU SALIGHE.

Grazie alla forza motrice fornita dai torrenti perenni che scendevano dal Montiferru, si sviluppò quella singolare attività preindustriale che caratterizzò il paese specialmente tra la fine dell'Ottocento e gl'inizi del Novecento.

Si è affermato che i numerosi mulini e gualchiere che sor­sero nelle zone indicate hanno costituito "una straordina­ria infrastruttura, un vero museo di archeologia paleo­industriale della Sardegna" (3).

mulino bI mulini erano tutti di modeste dimensioni, così come le loro capacità produttive. Il meccanismo, che veniva azionato da piccole masse d'acqua, era a ruota orizzontale, capace di macinare modeste quantità di grano sufficienti a soddisfare unica­mente le limitate esigenze delle singole famiglie lussurgesi (4) e dei paesi vicini.

Non essendoci, perciò, alcuna produzione commerciale di farina, si può affermare, e così è stato confermato dalle testimonianze, che il mestiere del mugnaio, anche se costituiva la principale fonte di reddito, era un lavoro poco redditizio; considerato inoltre che, per consuetudi­ne, il lavoro veniva retribuito in merce e raramente in moneta.

La gualchiera, macchina idraulica a ruota verticale, follava a mezzo di magli l'orbace, panno di grossa lana di peco­ra, che serviva per confezionare mantelle, coperte e vesti­ti nonché le uniformi fasciste (5).

Sempre nel dizionario dell'Angius-Casalis si legge che "nei fiumi di Santulussurgiu, nei quali si ha un tal volume da mettere in moto gli ordigni, è delle medesime un gran numero. Vi si lavora sempre, perché anche dai villaggi dei vicini dipartimenti si portano a sodarle molte pezze di forese" (6).

Se la lavorazione dell'orbace rispondeva, quindi, a com­messe che andavano ben oltre le richieste locali (7), non sorprende, apprendere che "l'industria" della lavorazione dell'orbace era sufficientemente prospera da essere con­siderata fonte di guadagno; poiché il lavoro era remunerato con moneta e raramente in natura. Tuttavia dalle noti­zie forniteci, si evince che in tempi più recenti il guada­gno non fosse così elevato, poiché il reddito di cui il gual­chieraio disponeva era sufficiente al solo sostentamento familiare.

Purtroppo, non abbiamo avuto l'opportunità e la fortuna di rintracciare i libri contabili delle attività oggetto della nostra ricerca.

Non bisogna dimenticare infatti che, solo durante il periodo fascista, i mugnai, nulla si sa dei gualchierai, erano obbligati alla tenuta dei registri contabili dai quali risultas­se la quantità del grano che veniva macinato.

Solo le testimonianze ci hanno consentito, come si vedrà, di farci un'idea di quelle che potevano essere le entrate e le spese del gualchieraio e del mugnaio; di conoscere la qualità e la quantità del prodotto lavorato; nonché le fasi e i periodi delle operazioni.

Oltre le spese per la vendita e la riparazione delle macchine e per la manutenzione degli edifici, che seppur minime incidevano comunque sul bilancio familiare, il gualchieraio e il mugnaio erano tenuti a pagare all'erario la tassa annuale governativa sull'uso dell'acqua, quale bene del demanio, il cui ammontare è andato aumentando con il passare degli anni.

Il mulino come la gualchiera erano proprietà di persone che esercitavano il solo mestiere del mugnaio e del gualchieraio: pochi erano quelli dati in affitto. Quando questo accadeva, il contratto di affitto tra il proprietario e l'affittuario, che veniva stipulato oralmente o per scrittura pri­vata, comportava per l'affittuario l'obbligo di corrispondere il canone stabilito che, generalmente per il gualchieraio avveniva in denaro e per il mugnaio in natura (grano in luogo di denaro).

Si apprende da fonti storiche, che il numero dei mulini negli anni considerati si aggirava intorno alla cinquantina e il numero delle gualchiere venticinque (8).

Questo fu certamente dovuto a un insieme di fattori sociali e ambientali: come si è già detto, in questa direzione spingevano sia il bisogno della famiglia di procurarsi la farina per la provvista familiare, sia il considerevole aumento della popolazione nel periodo considerato, ma l'attività molitoria e follatoria fu soprattutto favorita dalla presenza dei vari ruscelli, che determinarono la scelta dei siti.

Nell'immediato dopoguerra l'attività molitoria nell'agro lussurgese, come nelle altre zone della Sardegna, viene a trovarsi in una situazione di completo declino che non doveva più fermarsi fino agli "anni 70".

Si verifica ormai l'avvento di "industrie molinologiche" capaci di produrre farina in quantità superiore a quella dei mulini, sottraendo così, tutto il settore di trasformazione dei cereali all'ambito locale e familiare. Ciò determinò la definitiva scomparsa dei mulini ad acqua.

In quegli anni, quasi contemporaneamente al venir meno dei mulini, scompaiono anche le ultime gualchiere; la loro capacità produttiva si trova in difficoltà di fronte ai nuovi mezzi di produzione tessile.

L'orbace, impiegato anche per confezionare vestiti, venne sostituito da stoffe più raffinate.

Con il definitivo abbandono dei mulini e delle gualchiere ebbe inizio il progressivo deterioramento degli edifici, di cui attualmente, nelle zone sopra indicate e ormai inselvatichite, non ne rimangono che i ruderi.

Tuttavia, naturalmente inoperanti, nella zona si trovano due mulini ancora in buone condizioni, tant'è vero che è possibile farli funzionare ed assistere alla macinazione del grano.

Altrettanto non può dirsi dell'unica gualchiera esistente, situata nella zona "S'AU E S'ALIGHE", che a causa delle continue ruberie dei pezzi che la compongono, si trova in precarie condizioni.

La gualchiera e un mulino, anch'esso in rovina, sono stati acquistati dal Comune di Santulussurgiu con l'intento di riattivarli e riportarli all'originaria funzione, naturalmente ai soli fini culturali e antropologici. Inoltre un mulino idraulico e una gualchiera sono conservati nel Museo della Tecnologia Contadina di Santulussurgiu che, sorto nel 1976 è l'unico che dispone di numerosi strumenti di lavoro e oggetti di uso quotidiano del passato contadino e artigiano lussurgese.

________________

* In: COMUNE DI SANTU LUSSURGIU, Il Mulino e la Gualchiera. I mezzi tecnicie le attività operative del passato., Ediz. Scuola Sarda, Cagliari 1995

(1) Presumibilmente il paese si è formato attorno alla chiesetta campestre di San Lussorio, e appartenne prima al Giudicato di Torres e poi di Arborea.

(2) Cfr. Angius - Casalis, Dizionario Geografico Storico Statistico Commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna, vol. Il pp. 395-397, Torino 1839.

(3) Cfr. Sanna - Angioni, in L'archittetura popolare in Italia, pp. 110-111, Roma - Bari, Laterza 1988.

(4) la cui consistenza demografica era nel 1871 di 4.564 ab.; nel 1901 5.047 ab.

(5) Nel periodo fascista il tessuto delle divise era in "orbace sardo" nome riservato al solo tessu­to prodotto in Sardegna per differenziarlo da quello (meno pregiato) prodotto dall'industria tessi­le continentale.
Al fine di aumentare la produzione e la quantità vennero utilizzate nella fabbricazione del panno di orbace macchine azionate dall'elettricità al posto della medievale "gualchiera", soggetta al regime di magra dei torrenti. Cfr. Vincenzo Catte, L'orbace Sardo.

(6) V. Angius - Casalis, op. cit. pag. 210 vol. I; La lana delle pecore si lavorava tutta nel paese, e non bastando per i lavori se ne introduce altra e non poca dai paesi vicini, Ibid. p.. 400, vol. II.

(7) ... Si dice che questo villaggio fornisca annualmente più di 1.500 pezze di albagio, ch'è il più apprezzato in tutta l'isola, e del quale gli abitanti del luogo fanno un commercio molto attivo. Cfr. A. La Marmora, Op. cit., p. 361.

(8) Cfr. Angius; Angioni - Sanna, Op. cit.

Ricognizione al nuraghe Arzola Idru - 02.07.2017

n.su tancadu4

Nuraghe Arzola Idru o di Su Tancadu - Santu Lussurgiu

Nella periferia sud est  nel quartiere Su Tancadu, a due passi dal centro storico di Santu Lussurgiu, è ancora possibile osservare ciò che rimane del Nuraghe Arzola Idru. Si tratta dei resti di un nuraghe monotorre che dalla sua preminente posizione, consente la vista della valle di Rio Molineddu e Sos Lavros.

Purtroppo, come avviene per gran parte del ricchissimo patrimonio archeologico di Santu Lussurgiu e del Montiferru,  lo stato di totale n.su tancadu8degrado e abbandono in cui versa anche questa testimonianza della civiltà nuragica, non lascia tante speranze per un suo recupero. Eppure se ciò avvenisse (e non credo siano necessarie ingenti risorse per farlo) si valorizzerebbe ulteriormente il quartiere di Su Tancadu che recentemente è stato sottoposto ad un importante intervento di riqualificazione e migliorato sia nella pulizia e sia negli arredi urbani.

 

SOS ARCHEOSARDEGNA

DSC05068

Non so proprio che taglio dare per introdurre questo argomento che mi sta molto a cuore e mi affascina a tutto tondo: si tratta dell'archeologia e dei nuraghi in particolare, il simbolo stesso della Sardegna.

Più in generale, sono le pietre che esercitano su di me uno strano effetto e attraggono da sempre la mia attenzione. Mi è capitato spesso di cadere o beccarmi uno schiaffo in faccia da un ramo o un rovo, perché durante le mie escursioni, piuttosto che guardare avanti, rivolgo lo sguardo come ipnotizzato sui muretti a secco che delimitano il sentiero, alla ricerca, tra le tante, della pietra particolare dove sia possibile rinvenire i segni che le età geologiche o l'uomo nuragico vi hanno impresso.

Lo faccio anche per le reminiscenze storiche che durante le mie escursioni in solitaria mi tornano alla memoria: la Legge delle chiudende emanata da Vittorio Emanuele I di Savoia nel 1820.
La privatizzazione delle terre comuni, infatti, oltre alle violente reazioni dei piccoli pastori, rappresentò un terremoto catastrofico per le migliaia di nuraghi di cui era ricca l'isola, molti dei quali vennero letteralmente smontati per recintare le nuove proprietà. Ma a prescindere dall'interesse culturale e "sentimentale" per le pietre e i nuraghi, ho difficoltà a trattare l'argomento perché la situazione di abbandono e di degrado in cui versa gran parte del patrimonio archeologico della Sardegna, mi provoca grande angoscia, rabbia infinita e profondo disprezzo, per tutti coloro, politici e funzionari responsabili che avrebbero dovuto e dovrebbero provvedere alla loro salvaguardia, al loro recupero e valorizzazione. Eppure l'amore dei Sardi per la propria terra è grande; sono fieri e gelosi della propria storia millenaria, dell' identità linguistica, culturale, delle tradizioni...
Com'è possibile allora che un tale importantissimo patrimonio, unico al mondo, che avrebbe fatto "leccare i baffi" a qualsiasi altra regione d'Italia e del mondo, decretandone la fortuna turistica ed economica, come mai - mi chiedo e chiedo - si dimostrano così apatici e noncuranti di fronte a tanta colpevole trascuratezza e abbandono?

Non credo di essere il solo a porsi queste domande e a provare profonda angoscia e impotenza per lo stato di totale abbandono in cui versa il patrimonio archeologico della Sardegna.

Eppure sono disponibili le cifre, le statistiche annuali dei flussi di visitatori che ogni anno si riversano sui siti archeologici attrezzati, fosse solo dell'essenziale, pagano il biglietto, sostano nei paesi, consumano ai bar, mangiano nei ristoranti, alloggiano negli alberghi, acquistano nei negozi, creano occupazione...
Quale politica di sviluppo turistico per la Sardegna, senza i Nuraghi? Trasformati in ovili, deturpati dal cemento, lastre di eternit, cancelli di ferro, tettoie di lamiera, la cui stabilità è sempre più irrimediabilmente compromessa dalle radici di olivastri, bagolari e querce ingigantite sulla parte sommitale dei masti e affondano le loro radici tra gli interstizi scardinandone lentamente e inesorabilmente i grandi massi sino al crollo?

É tempo di intervenire, di mobilitarsi, di dire basta a tale scempio!

È necessario avviare - e lo facciamo e continueremo a farlo da queste pagine - una vera e propria campagna di sensibilizzazione e di lotta sullo stato di degrado dei munumenti archeologici della Sardegna, con l'obiettivo di raccogliere un pacco di proteste da brandire sulle teste dei responsabili diretti ed indiretti, sollecitando un intervento risanatore non più procrastinabile.

Vuoi essere dei nostri in questa difficile battaglia? È molto semplice farlo: se anche nel tuo Comune c'è un nuraghe o un sito archeologico in forte degrado ISCRIVITI AL NOSTRO ARCHEOCLUB: saremo tuoi alleati e ci batteremo al tuo fianco, sino in fondo!

PRESENTAZIONE

logo archeo nazionaleArcheoclub d’Italia

Nasce nel 1971 come Centro di Documentazione Archeologica, con lo scopo di affiancare gli studiosi e gli esperti dell’archeologia nella diffusione della conoscenza del passato. Tra i fondatori ci sono i grandi nomi dell’archeologia, tra cui ricordiamo Massimo Pallottino, Gianfranco Paci, Romolo Augusto Staccioli, e poi, ideatore e promotore instancabile, il filosofo Francesco Berni. Nello stesso anno nascono gli Archeoclub d’Italia, sedi locali che hanno nel territorio comunale la loro base operativa.

La diffusione del patrimonio archeologico e storico-artistico su tutto il territorio nazionale è da sempre la più grande attrattiva dell’Italia, ma è anche la principale causa di difficoltà per la conservazione e la valorizzazione adeguata della nostra immensa ricchezza di arte, di cultura, di civiltà.

Partendo da questa considerazione, i fondatori di Archeoclub d’Italia hanno superato i luoghi comuni di uno sterile e diffuso criticismo e hanno richiamato i cittadini italiani alla responsabilità e al dovere di collaborare con le istituzioni, in primo luogo Amministrazioni locali, Università e Soprintendenze, per la conservazione di un patrimonio che non ha uguali al mondo.

Organizzati in Sedi locali, i nostri volontari operano su un territorio limitato, che conoscono e sul quale possono intervenire con proposte concrete, con attività che risvegliano l’attenzione dei concittadini e li inducono a considerare con occhi diversi l’eredità del passato custodita nei loro paesi.

La caratteristica saliente del patrimonio culturale italiano è, infatti, quella di derivare dalla fusione e naturale omogeneizzazione di culture locali, nate dalle grandi radici classiche greca, romana, bizantina, e poi evolutesi quasi filoni originali dei medesimi valori culturali, infine confluite attraverso il Rinascimento in una cultura nazionale unitaria. Unitaria sì, ma anche sfaccettata e pregna, localmente, dei valori che ogni comunità locale ha derivato e mutuato dal proprio passato.

Per tale motivo non c’è campanilismo nell’agire attenti alle piccole realtà culturali anche comunali, ma anzi ciò esalta il carattere proprio della cultura italiana che così tanto la differenzia dalle esperienze degli altri Paesi.

Non solo: l’azione locale è anche la consapevolezza che un patrimonio così imponente, accumulato in circa tre millenni di storia, può essere conservato soltanto distribuendone la cura fra coloro che sono più vicini ai beni culturali e ne sono i naturali eredi, adattandosi con la massima flessibilità alle esigenze particolari di ogni memoria storica e alle caratteristiche dell’ambiente in cui si è formata.

La nostra Associazione è in grado di offrire alle comunità locali e agli studiosi una grande varietà di professionalità e di competenze diverse, che si rivelano spesso preziose per individuare nuovi modi di promozione e di gestione di monumenti considerati a torto di minore importanza o troppo periferici per una gestione centralizzata.

Operando in modo capillare sul territorio i nostri volontari hanno dovuto approfondire anche l’indagine storica, riportando l’attenzione sugli archivi locali, sia comunali che ecclesiastici, salvandone molti dal degrado e dalla dispersione con un minuzioso lavoro di riordino e di catalogazione.

Le Sedi locali sono sostenute da una intensa attività di coordinamento svolta dalla Sede centrale, che definisce le linee guida della nostra Associazione e individua le tematiche principali su cui far convergere l’impegno dei volontari. Nascono così le nostre “campagne nazionali”, i cui obiettivi sono sempre concretamente legati alla cura del nostro patrimonio culturale. La prima di queste campagne è stata l’”Operazione Conoscenza”, lanciata oltre 30 anni fa come propedeutica all’impegno sul territorio, che proponeva a tutte le Sedi locali un sistema di schedatura veloce dei beni culturali locali, base indispensabile per la programmazione di ogni ulteriore proposta di recupero e di sviluppo.

Un’ultima cosa dobbiamo ricordare, forse la più importante, ed è lo spirito di amicizia e di sincera collaborazione che anima tutti i soci di Archeoclub d’Italia, consapevoli che il contributo di ogni Sede, e di ognuno di noi all’interno delle Sedi, concorre ad accrescere l’insostituibile patrimonio di cultura e di civiltà che abbiamo ereditato dai secoli passati e che è ancora oggi la fonte primaria della nostra identità nazionale.

Escursione al nuraghe Elighe Onna

eliche 3Domenica, 12 giugno 2016

ESCURSIONE ARCHEOLOGICA AL NURAGHE ELIGHE ONNA (O CRASTA) (S. Leonardo di Siete Fuentes)

Ore 09,30: Partenza da San Leonardo. A piedi  si raggiunge Nuraghe Elighe Onna che dista circa 2,5 km. dalla borgata.
Visita guidata al nuraghe e alle aree circostanti. Inquadramento geografico e cronologico del monumento e considerazioni tecnico-scientifiche sullo stato di conservazione da parte dell’archeologo Pietro Francesco Serreli.

Ore 12,00: Rientro a San Leonardo.  Pranzo al sacco o in uno dei ristoranti della borgata.
Pomeriggio: Visita (facoltativa) alla Chiesa di San Leonardo (XII sec.),al Parco e alle 7 Fontane.

Approfondisci >>

II GIORNATA ECOLOGICA SOS MOLINOS - 02/07/2017

locandina sosmolinos 2017 1

Bonarcado e Santu Lussurgiu unite per difendere e tutelare uno dei siti ambientali più importanti di tutta la Sardegna, dove vivono specie faunistiche rare e dove nasce la affascinante e fragorosa cascata de Sos Molinos (sito di interesse comunitario).

Domenica 2 luglio le due comunità, le due amministrazioni in collaborazione con lo Speleoclub di Oristano, Geolander Asd, l’Archeoclub d’Italia e la Pro Loco di Santu Lussurgiu e Bonarcado e tanti volontari si cimenteranno per pulire da erbacce e rifiuti l'area naturalistica e ridargli il giusto decoro. "Un momento rivolto alla popolazione per riportare al suo originario splendore il sito naturalistico. Un evento di grande importanza civica, quindi un atto d’amore verso la comunità e la natura per consegnare ai nostri figli un mondo migliore e più decoroso", spiegano gli organizzatori.

Fonte: www.unionesarda.it

Rapaci Capaci Onlus

martin okDall'incontro tra il maestro Falconiere Martin Strunga, la Falconeria internazionale e diversi amici Sardi appassionati, Rivive oggi in Sardegna l'ancestrale Arte della Falconeria, Disciplina patrimonio mondiale dell'umanità (UNESCO), che per le sue caratteristiche tramandabili attraverso osservazione diretta, costanza nella pratica e Vocazione alla materia, nell'isola andava involvendosi verso una potenziale estinzione o superficiale interpretazione. "Falconeria Sarda Giudicale Arborense": per ricordare che anche in Sardegna è esistito un florido periodo di Falconeria, culminante nel regno Giudicale di Eleonora d’Arborea, della quale, oltre alle numerose leggende che la relazionano ai rapaci, ereditiamo l'emendamento che li protegge, nella sua Carta De Logu... Questi i motivi per cui ci onoriamo dedicare al periodo Giudicale una delle nostre pagine Facebook e realtà mediatiche, risultando Precursori in Sardegna ed orgogliosi portabandiera storici del passato.

 

martin ilaria

 

 

 

 

 

 

 

 

rapaciccapaci logo ritagliato

1^ Giornata ecologica "Sos Molinos"

DSC07998Domenica, 22 maggio 2016
PRIMA GIORNATA NAZIONALE DEI BORGHI AUTENTICI D’ITALIA (BAI)

Nell’ambito della manifestazione organizzata dal Comune di Santu Lussurgiu e dalla Rete BAI, l’Archeoclub di Santu Lussurgiu e la Nuova Eco Service organizzano  la GIORNATA ECOLOGICA” SOS MOLINOS”, con lo scopo di sensibilizzare,  ripulire e salvaguardare il nostro territorio dal grave fenomeno delle discariche abusive. 
La giornata sarà dedicata alla raccolta dei rifiuti in località Sos Molinos e allo sfalcio dell’erba nell’area di pertinenza del  vecchio mulino.

Escursione a Matta Ittiri - 17 aprile 2017

zh google mapps matta ittir Lunedì, 17 aprile 2017 (Pasquetta), l’Archeoclub di Santu Lussurgiu effettuerà la prevista escursione al Pozzo sacro di Matta Ittiti (tappa principale) e ai nuraghi Mura Lavros, S’Adde s’Inferru e Chentianu, tutti in territorio di Santu Lussurgiu..

Il percorso è quello che si sviluppa sull’antico sentiero che conduce più a valle al più noto Nuraghe Piricu.

Da una prima ricognizione effettuata il 15.03.2017, è emerso che l’importantissima via di comunicazione della preistoria lussurgese, è impraticabile in molti suoi tratti perché invasa da rovi, arbusti e pietre che impediscono il transito, g.smatta ittirianche a piedi, e non permettono di effettuare il doveroso sopralluogo al territorio circostante, dove sono segnalate e testimoniate numerose ed importanti emergenze archeologiche.

La nostra Associazione, oltre la valenza ricreativa dell’escursione, si prefigge i seguenti obiettivi di immediato medio e lungo termine:

2. Coinvolgere e sensibilizzare i proprietari dei terreni circostanti (frontisti) nell’opera capanna grandeDSC00821di recupero, riqualificazione e valorizzazione dell’antica rete di sentieri che consente l’accesso alle emergenze archeologiche circostanti;

3. Verificare e documentare lo stato dei luoghi e dei monumenti archeologici presenti in quella parte di territorio comunale da sottoporre all’attenzione della Sovrintendenza archeologica di Cagliari e Oristano (Mibac) per gl’interventi di competenza;

4. Sensibilizzare opportunamente la popolazione lussurgese del patrimonio archeologico comunale e dei benefici che potrebbero derivare dalla sua conservazione, tutela e valorizzazione.

PRANZO IN CAMPAGNA A SAS MENDULAS: pecora bollita e tutto ciò che di buono i partecipanti porteranno al seguito!

In caso di avversità atmosferiche l'ecursione sarà rinviata la domenica successiva (23 aprile 2017).

Scheda tecnica, Guida al trekking e Dichiarazione liberatoria sul sito: www.laboccadelvulcano.it/it/matta-ittiri-e-dintorni.html

 

Contesto settoriale: la valorizzazione dell'ambiente

CONTESTO SETTORIALE: LA VALORIZZAZIONE DELL'AMBIENTE

La valorizzazione e la cura delle aree verdi risulta vitale sia per migliorare la qualità della vita dei residenti che per rafforzare la naturale nuova vocazione turistica del paese. Infatti, il Comune di Santu Lussurgiu, per la particolarità del suo paesaggio, per l'unicità del centro storico e per il mantenimento delle tradizioni, beneficia di un discreto flusso turistico durante tutto l'arco dell'anno.

Il Comune di Santu Lussurgiu si propone di valorizzare le zone di interesse ambientale, la tutela del paesaggio, la difesa del suolo e della natura, avvalendosi di risorse umane e collaborazioni specialistiche reperibili tra il personale in ruolo o acquisite tramite convenzioni con soggetti esterni quali il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ed Ente Foreste, Università, Archeoclub d'Italia, Compagnia Barracellare, Associazioni locali.

Il lavoro di tutela ambientale svolto dal Comune è volto alla valorizzazione e promozione del territorio anche attraverso l'impianto organizzativo e gestionale di progetti e servizi ad ampio respiro.

Infatti con una politica puntuale volta a fare di Santu Lussurgiu un Comune Sostenibile, con la redazione e l'adozione del regolamento sul decoro urbano e con le funzioni di protezione civile delegate in parte alla compagnia barracellare, è possibile sensibilizzare la popolazione sull'importanza del verde urbano e sui benefici che la cura e il rispetto di esso hanno sugli individui, ovvero:

  • funzione impattante; consente di mitigare il degrado di impianti e costruzioni frutto dell'attività dell'uomo;
  • funzione ecologico-ambientale: contribuisce a regolare gli effetti del microclima attraverso l'aumento dell'evapotraspirazione, regolando inoltre gli sbalzi termici estivi con una sorta di effetto di "condizionamento" naturale dell'aria;
  • funzione protettiva: intesa come importante funzione di protezione e di tutela del territorio in aree degradate o sensibili (argini di fiumi, scarpate, zone con pericolo di frana, ecc), e viceversa la sua rimozione può in certi casi produrre effetti sensibili di degrado e dissesto territoriale;
  • funzione sociale e ricreativa: la presenza di parchi, giardini, viali e piazze alberate o comunque dotate di arredo verde consente di soddisfare un'importante esigenza ricreativa e sociale e di fornire un servizio fondamentale alla collettività, rendendo più vivibile l'ambiente cittadino;
  • funzione socio-sanitaria: le aree verdi contribuendo al benessere psicologico ed all'equilibrio mentale;
  • funzione culturale e didattica: rappresenta un elemento importante dal punto di vista culturale (conoscenze botaniche) e didattico (in particolare per le scolaresche) per le nuove generazioni. Inoltre i parchi e i giardini storici, così come gli esemplari vegetali di maggiore età o dimensione, costituiscono dei veri e propri monumenti naturali, la cui conservazione e tutela rientrano fra gli obiettivi culturali del nostro tessuto sociale;
  • funzione estetica: anche la funzione estetico è rilevante, anche in considerazione del fatto che la presenza del verde migliora decisamente il paesaggio urbano rendendo più gradevole la permanenza in città.

In linea con tali processi l'Amministrazione comunale sta attivando dei programmi in grado di soddisfare i seguenti obiettivi:

  • tenuta e cura di parchi e giardini pubblici a garanzia dei fruitori ma anche della cura del patrimonio;
  • promozione di iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e alla conoscenza dell'ambiente anche tramite la realizzazione di eventi ed attività di particolare richiamo a livello turistico-ambientale;
  • iniziative di educazione ambientale attuate in collaborazione con le Istituzioni Scolastiche presenti in paese e la consulta giovanile;
  • realizzazione di percorsi naturalistici;
  • tutela Area SIC "Riu Sos Molinos - Sos Lavros - Monte Urtigu", in collaborazione con l'Archeoclub d'Italia con sede a Santu Lussurgiu;
  • diverse edizioni della giornata ecologica e dell'ambiente in collaborazione con la Consulta Giovanile di Santu Lussurgiu, l'Associazione Borghi Autentici e il tutor dell'ospite, Archeoclub e la partecipazione di tutte le associazioni,
  • feste degli alberi per sensibilizzare le scolaresche su questa tematica;
  • valorizzazione delle numerose aree archeologiche presenti nel territorio comunale, tra i quali Nuraghe Piriccu e Elighe Onna";
  • campagna informativa porta a porta sulla raccolta differenziata;
  • adozione Piano di Protezione Civile.

Sottocategorie

rassegna stampa

Gallerie fotografiche

video