Sabato, 02 Marzo 2024

5. - Lettera collettiva dei Redentori all’Arciconfraternita che informa dell'arrivo a Marsiglia, dei favori ottenuti dal Governatore della Provenza e delle condizioni per il trasferimento del denaro ad Algeri. - Marsiglia 10 gennaio 1585.

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Lettera collettiva dei Redentori all’Arciconfraternita che informa dell'arrivo a Marsiglia, dei favori ottenuti dal Governatore della Provenza e delle condizioni per il trasferimento del denaro ad Algeri. - Marsiglia 10 gennaio 1585.
(Mazzo G, fasc.4, ff.96-97)
Molto 111.ri SS.ri
Acciò le SS.VV. Molto Ili-ri habbino pieno ragguaglio di quanto sin hora è successo in quanto al viaggio nro et negotio, le scriviamo la pnte, et le diciamo che da Genova si partissimo il di 15 del passato, et arrivassimo in Marsiglia il p.o giorno del presente et sebene habiamo avuta la stagione del tempo contraria con tutto ciò per gratia del S.re tutti siamo gionti sani senza alcun detrimento; siamo venuti come se li scrisse su’l vassello datoci dal s.r Gio. Cesare Pallavicino gentilhuom Genovese spontaneam.te di sua mera cortesia tal che non è costato cosa alcuna eccetto la manza usata a marinai et simili cortesie usateli per lo viaggio; per il che ci pare obligo nro di pregar le SS.VV. che per mezzo del S.r Gio- seppo Giustiano, o altro faccino ringratiare questo gentilhuom della sua amorevolezza, acciò cognosca che noi non habbiamo mancato di far quanto si conveniva <li far sapere alle SS.VV. la sua cortesia usataci, noi non mancaremo di qua di servirlo nelle occorrenze nelle quali si valerà di noi.
Gionti in Marsiglia facessimo riccapito al s.r Lud.co Felix col presentarli le Ire dei S.ri Bandini questo Gentilhuom l’habbiamo trovato tanto amorevole, di giudicio, et pratico in questo negotio, che ci è stato di gran.ma consolatione, però l’habbiamo preso per guida e speramo dal giuditio et saper suo dovere essere guidati bene: et perchè ciò possino giudicare, le dicliiaramo che p. non essere stato avisato nel modo che si doveva non potè procurare il salvocondotto del Re d’Algieri, dimodoché ne siamo senza; il procurarlo hora non si farebbe con manco di tempo di quattro in cinque mesi poiché non vi è passaggio ordinario, ma straordinario di mercanti quali non danno ricapito alle loro mercantie se non con molto tempo: hora per avantaggiar qsto tempo ci ha consiliato il sud.o S.r Felix presentare le Ire dell’IlLmo Farnese et Lanozzi(?) al Gran Prior, ottenere da sua
Altezza il salva condotto et con esso passare: così si è fatto et perchè il Gran Prior era discosto di qua due giornate mandassimo il P. Decano a presentare d.e Ire, sua Altezza lo raccolse con gratiss.o animo le fece il salva condotto assecuran- dolo come potevamo passare senza dubbio alcuno de Turchi et di più le fece Ire al Re di Algieri et altri principali raccomandandoci caldam.te però con detto salvacondotto passeremo: ora qsto salvo condotto non ci giova se non per assicurare le nre persone da Turchi ma non ci giova nel negotio se non in raccomandarci, per tanto è necessario che noi trattiamo col Re un altro salvo condotto con le con- ditione che noi desideramo, quali si mandano qui incluse et perche non sapiamo se le potremo tutte ottenere, si rissolviamo col parere del S.r Felix non portar danari con noi, imperoche non potessimo fuggir il pagar undici e mezzo per cento nell’entrar in Algeri; bora avendo a domandar qsto di non pagar tal gravezza nelli capitoli, non è bene haver il danaro seco, anco non si può portar il danaro perche non habbiamo avuta ancora la licenza dal Re di Franza di estraere danari fuori del suo stato: questa licenza la procura il S.r Felix per mezzo delli SS.ri Bandini di Lione. Hora se havessimo bisogno de danari in Algieri innanzi che venisse tal licenza di estraere overo nanti che ivi occorresse passaggio bono da potersene fidare, il S.re Felix ha provvisto col farci fare credito in Algieri di tre milla scudi, quali in d.a città ci saranno sborsati sempre che noi vorremo, questo è un partito boniss.o per noi; imperoche habbiamo libertà di poter pigliar danari in Algieri et pagare in Marsiglia overo farcili portare da Marsiglia, noi piglieremo quel partito che tornarà più utile al negotio: hora non si potiamo rissolvere qual partito dobbiamo accettare, imperoche è tanto vario il modo di trattar in Algieri che non si può aver una certezza che avantaggio o che perdita ci sia; sappiamo però che ci corre un grosso interesse et per dire alle SS.W. quel che qui sapiamo le dicemo: che il scudo d.o di Spagna vale in Algieri quindici soldi più che non vale in Marsiglia talm.te che il portar scudi di Spagna da Marsiglia la et venderli col pigliar moneta, ci si guadagnarebbe più di J8 per cento, dimodoché a noi tornarebbe conto portar danaro in tanti scudi di Spagna et farsi il sudetto guadagno, ma avertino che si pagarebbe per as-sicurar i detti scudi sei p. cento, al mercante che gli assecurasse, doi al padrone del vassello che gli portasse et undici e mezzo de entratura in Algieri; di modo il guadagno non bastarebbe a pagar questi aggravii. Hora entenderanno la perdita che si fa a pigliar danari in Algieri: i Mercanti di là danno moneta ma vogliono oro di Spagna; la moneta che danno è tre doppie per scudo quale doppie vaglio- no manco i sodetti quindici soldi p. iscudo: et di più bisogna pagar al Re un tanto p. cento per quelli danari che in prestito si pigliano in Algieri, di modo che andan-dovi interesse grande non si potiamo rissolvere qui di quel che habbiamo a fare; ma accettar l’un et l’altro partito, cioè non portar il nro danaro ma lasciarlo in Marsiglia et accettare il credito che ci vien fatto in Algieri, et la considerare il più avantagioso, et a quello fermarsi. Di più si rissolviamo a non portar presenti di sorta alcuna perchè addesso si va per trattare accordi et conventioni, però solo vogliamo promettere di usar cortesia a chi ci favorirà per farci ottenere il nro intento et non pagar inanti tratto:
Perché sapiamo che tutte le conditioni che si adimandano non ci saranno concesse alla prima ma potrebbe bene essere che con qualche aiuto si venisse a bon partito, ci vien detto da S.r Felix che nissun favore ci può più giovare presso il Re d’Algieri che una lettera del Re di Franza però pregamo le SS.VV. procurarcela et si questo si facesse ad instanza di S. Slà più sicuro aiuto sarebbe: et inviarla in mano del S.r Felix. Di qua si è scritto ai SSri Bandini di Lione che la procurino con tutto ciò l’autorità di S. Stà darebbe il complimento a q.sto fatto. Non si maravigliano le SS.VV. di queste nre diligenze, nè gli paino superflue, imperoche havendosi a dar principio ad un’opera che ha a perpetuarsi ci pare ispe- diente far un fondamento bono, et mettervi un poco più di tempo et considerar tutti gli avantaggii possibili; imp.oclie ci vien detto che a Redentori vengono fatti molti rubamenti ne danari, se p.a non fanno gli patti loro ben chiari, et con tutto ciò si spregano molti danari inutilm.te per la poca fede che si trova tra mori nelli contratti: Perchè non potremo dar alle SS.VV. gli avisi neccessarii se non con le occasioni che rare volte si presentaranno, hora ci pare di dirle, che a noi par quasi necessario che le SS.VV. ci mandino un credito qua nelle mani del S.r Felix almeno de trecento scudi d’oro in oro accioclie spendendo i tre milla scudi nel ricatto, non veniamo a essere privi di credito per ogni occorrenza che ci possi venire, per quelli che restaranno in Algieri et per quelli che tornaranno a Roma con gli schiavi, et se bene il S.r Felix si offerisse con tutto ciò noi non siamo per affannarlo senza espresso ordine delle SS.VV.
In quanto alla nra partila le diciamo che non si aspetta altro che il vento» favorevole di modoche d’hora in hora stiamo per partirsi: il passaggio si fa con molta comodità, iinperoclie per li pri cappuccini non si spende cosa veruna volendo il padrone del vassello far q.sta charità per il P. Decano et p. ms. Lud.co si paga otto scudi p. ciascuno per la condotta e p. le spese. In Genova non si prese il credito dal S.r Giustiniano, ma hora si pigliano dal S.r Felix li 50 sc.di et con questi soli si passa in Algieri. Le raccordiamo quello che due volte se gli è scritto cioè che scrivino la loro volontà sopra il prezzo degli schiavi scritti nella piccola lista, et particolarm.te sopra quelli racc.ti da S. Stà imperoche habbiamo quasi certezza che i giovani atti al Remo (!) non si potranno haver per il prezzo a noi statuiti delli 100 scudi in c.a Le Ire che ci scriveranno potranno mandarle in Genova, col dar ordine che da Genova siano mandate al S.r Felix per mare, imperoche alle volte si approntano passaggii che in breviss.o tempo vengono, le Ire; anzi in Genova qualche volta ci sono passaggii per Algieri con tutto ciò non lasceranno la via di Lione poiché quella sarà sempre sicura, se bene più longa. Non ci occorre altro dirle se non che il negotio si riesce assai diffìcile per le informa- tioni che habbiamo della gran malignità delli huomini di quel paese; però si per questo come per i pericoli del mare habbiamo bisogno grandem.te dell’aiuto divino, pregamo dunque le SS.VV. adiutarci col far pregare con continue orationi S.D.Mtà che in noi adempisca il suo et non nro volere. Tutti per gra. del Sig.re siamo sani et à nessuno di noi è sopravenuta nova indispositione similar.te siamo d’un volere et ciascuno resta sodisfatt.mo della Compagnia dell’altro et tutti desiderosi di servir alle SS.VV. alle quali con ogni humiltà le facciamo riverenza pregandole da N. S. salute.
Di Marsiglia il X di Gen.o 1585
Delle SS.VV. Molto Ill.me servi nel Sig.re
il Decano di Ales fra Pietro piacentino capp.no fra Filippo cappuccino
Io Ludovico Giumi romano

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