Lunedì, 23 Settembre 2019
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ARCICONFRATERNITA DEL GONFALONE

L'Arciconfraternita del Gonfalone

DSC02920Nel Medioevo erano stati fondati due Ordini religiosi aventi come loro attivita fondamentale il riscatto degli schiavi cristiani: l’Ordine di S. Maria della Mercede e quello della Ss. Trinita della Redenzione degli schiavi cristiani.

Sul finire del ’500 la guerra corsara dei Barbareschi raggiungeva il suo massimo sviluppo e le incursioni continue sulle coste e la cattura delle navi cristiane percorrenti il Mediterraneo recavano di continuo schiavi sulle sponde africane cristiani di ogni nazione, so­prattutto spagnuoli, francesi ed italiani.

Per rendere piu adeguata l’azione redentrice a favore degli schiavi si sentì la necessita di creare nuove istituzioni, e ne sorsero infatti in quel periodo, in vari stati italiani.

A favore degli schiavi appartenenti al territorio dello stato ecclesiastico, il papa Gregorio XIII istitui nel 1581 a Roma l' Opera Pia del Riscatto affidandone l’esercizio alla più illustre arciconfraternita romana, quella del Gonfalone, cui erano aggregate in Italia e fuori centinaia di altre compagnie.

L’arciconfraternita, le cui attivita fino allora non erano state soltanto di devozione religiosa ma anche di beneficienza, come il procurare le doti alle giovani povere, accettò l’incarico che il Papa le assegnava e si volse alia esecuzione di esso.

II denaro necessario al riscatto degli schiavi proveniva dalle elemosine che ebbe facolta esclusiva di raccogliere a tale scopo in tutto lo Stato pontificio e dagli assegni che i Pontefici le fecero su alcuni proventi della Curia. A tutti coloro che si adoperavano a favore della pia opera Gregorio XIII concesse speciali indulgenze, confermate ed accresciute poi da Sisto V.

Chiesa S. Lussorio sede dell'Archic.del Gonfalone (ora di S. Croce)

 

 

epigrafe chiesa s.pietroLa chiesa di Santa Croce
Altre due tracce che indirettamente riguardano Mons. Sanna-Porcu nel suo paese natale, le troviamo nella chiesetta di Santa Croce, la più antica di Santu Lussurgiu. 
Sopra all'attuale ingresso, infatti, vi è ancora lo stemma araldico dell'Archiconfraternita del Gonfalone, per la quale Mons. Giovanni Sanna-Porcu condusse a termine con successo due missioni ad Algeri (1584 e 1587), riscattando numerosi schiavi cristiani, molti dei quali a sue spese.

Una seconda traccia è l'epigrafe che riporta il suo nome e che in origine era collocata nella stessa chiesetta di S. Croce; sussessivamente fu traslata nella parrocchiale di Santu Lussurgiu dedicata a San Pietro apostolo.

Nell'epigrafe riportata a fianco si legge che il vescovo Sanna il 24 febbraio del 1593 consacrava nella Chiesa di S. Croce di Santulussurgiu, unitamente a Mons. Don Andrea Baccalar  Vescovo di Alghero e con l'intervento di Mons. Fra Clemente, Carmelitano, da Valenza, Vescovo di Ales, Don Antonio Atzori, Vescovo di Bosa, che succedette a Mons. Don Gian Francisco Fara.
Anche il Fara venne consacrato Vescovo di Bosa,  da Mons.  Don  Giovanni Sanna nel Duomo di San Nicolò di Sassari, ufficiante l'Arcivescovo Don Alfonso De Lorca.

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