Sabato, 02 Marzo 2024

Caduti Nurachi

Dal fronte del fuoco: grazie vicinanza e della solidarietà

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La Sardegna Centroccidentale brucia, brucia come la mia anima.

Conservo ancora nella memoria le immagini di devastazione e di dolore provocate dagli incendi sviluppatisi nel Montiferru negli ultimi cinquantanni, ma ricordo soprattutto quelli del 1983 e del 1994.

Ho partecipato ad entrambi in prima linea alle operazioni di spegnimento.

Nell'estate del 1983 ero responsabile di un plotone antincendio dell'esercito della vicina Caserma Bechi Luserna di Macomer: una trentina di reclute che frequentavano il corso di car avanzato in caserma e che dall'inizio dell'estate si avvicendavano giorno dopo giorno rendendosi disponibili h24 su richiesta della prefettura per le emergenze e le operazioni di spegnimento.

Erano ragazzi del nord Italia che mai avrebbero pensato di trovarsi in un simile inferno!
Lo spegnimento degli incendi in quel periodo avveniva soprattutto con le squadre a terra costituite generalmente dagli operai del cantiere di Pabarile, i proprietari e i vicini dei terreni interessati all'incendio e dai volontari che accorrevano sul posto allertati dal signor Ambrogio, il banditore comunale che dagli altoparlanti del municipio al grido di Attenzione, attenzione fogu, fogu a cui seguiva la elencazione dei nomi delle località interessate dall'incendio, lanciava l'allarme.

I pochi elicotteri che operavano in Sardegna in quel periodo erano quasi sempre impegnati altrove (e te pareva!) e l'incendio lo spegnavano principalmente le squadre a terra. La dotazione individuale dell'esercito al plotone antincendio  era scarsissima, ridicola se paragonata a quella odierna: avevamo i flabelli individuali e qualche atomizzatore, non più di due o tre a plotone.

Raggiungemmo la località dell'intervento a bordo di due vecchi e lentissimi autocarri ACM e al primo crocchio di persone che incontrammo  lungo la strada  chiedemmo notizie dell'incendio e dove trovare il capo cantiere forestale di Pabarile che invece era tra loro.
Si notava subito la stanchezza di quegli uomini che lottavano da diverse  ore contro il fumo e le fiamme altissime. 
La zona assegnataci  era quella a occidente del Collegium Mazzotti più noto col nome La Madonnina, sulla SP 19 Santu Lussurgiu - Cuglieri. Si trattava di un vasto canalone di alberi  ad alto fusto (querce e lecci secolari, roverelle, corbezzolo) e imponenti macchie di rovi e arbusti della macchia mediterranea, delimitato a occidente dal massiccio rilievo di Sa Rocca 'e sa fazzada. 

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Sei nella Bocca del Vulcano!

Qui il tempo è più lungo diceva un mio amico e i sentimenti e le passioni bruciano come la lava del vecchio Vulcano che generoso di ceneri, lapilli, acque salutari e umori profondi, ha disegnato morfologie primordiali nelle cime e nei territori pedemontani.

Per delimitare e far conoscere questa straordinaria parte di Sardegna, abbiamo tracciato un cerchio ideale, fissando il compasso a Santu Lussurgiu e, calcolando un raggio di circa 50 km., abbiamo circoscritto le regioni storiche confinanti del Barigadu e del Guilcier ad Oriente che fanno da corona al grande Lago Omodeo; a quelle del Marghine e della Planargia a settentrione, per scendere lungo la costa occidentale e abbracciare il Montiferru, la penisola del Sinis e dell’alto Campidano che chiudono a sud il cerchio.

Qui ci sono i santuari dell'archeologia e della storia, gli abili artigiani e i loro straordinari manufatti, i prodotti agropastorali e dell'enogastronomia che i pascoli aromatici della macchia mediterranea, il microclima e il millenario sapere e abilità delle donne hanno reso ineguagliabili.

Qui trovi anche il concentrato delle tradizioni millenarie della Sardegna, dei canti, dei balli, dei colori, dei costumi, delle corse sfrenate di cavalli e cavalieri (sos homines de abbastu di dannunziana memoria), della religiosità e della fede, unitamente alle proposte migliori per le tue vacanze con collaudati e suggestivi itinerari naturalistici, archeologici, etnografici e spirituali.

Da noi soprattutto troverai degli amici sinceri che conoscono a fondo questa terra e che potranno offrirti la migliore assistenza per soddisfare i tuoi bisogni culturali, materiali o spirituali che cercavi.

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